Il giro del mondo in ottanta giorni

il giro del mondo in ottanta giorni

Il giro del mondo in ottanta giorni, scritto da Jules Verne e pubblicato nel 1873, è un romanzo che racconta le avventure del riservato, metodico, preciso, sobrio, silenzioso Phileas Fogg.

Egli si imbarca per il giro del mondo insieme al suo simpatico e buono maggiordomo francese Passpartou per vincere la scommessa, fatta coi suoi compagni di gioco al club, di riuscire nell’impresa in 80 giorni giusti.

L’ho letto insieme ai miei figli, la grande di otto anni, ha seguito e si è appassionata tantissimo alle avventure e le è rimasto impresso il signor Fogg, tanto da farlo protagonista di una sua storia inventata per la scuola.
Il piccolino di 5 anni si è perso subito, è stato un efficace sonnifero per lui.

Forse mia figlia lo ha apprezzato perché glielo ho letto io, da sola avrebbe fatto un po’ di fatica, è in effetti un libro più per adolescenti che per bambini.

E’ un libro, inoltre, per chi ama i viaggi, anche quelli con la mente, è un libro che racchiude tutto il mondo, luoghi, panorami, usi, costumi, cibi, gente, è un libro anche sul viaggiare in sé, non tanto fine a se stesso, ma con una meta da raggiungere che rappresenta l’obiettivo e lo stimolo per superare tutti gli ostacoli.

E’ un libro d’avventura, per ragazzi coraggiosi, è un libro che insegna a non perdersi d’animo, a non aver paura, a non perdere la calma, a non cedere mai, perché se uno ha in mente un obiettivo e un sogno, ha tutte le possibilità di realizzarlo, con costanza e audacia.

E’ divertente e ironico e non manca il colpo di scena finale, che fa tirare un sospiro di sollievo, non manca neppure una grande e inaspettata storia d’amore.

Oggi viaggiare è un lampo, ma questo libro ci rende partecipi di un salto indietro nel tempo, di un’avventura in un tempo in cui viaggiare era percorrere spazi e attraversare luoghi, lentamente.

Giuliana

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