Il gatto Yogurt e la Felicità

Il gatto mi fa capire che stasera è di suo gusto la lana del mio maglione nuovo. Si sdraia con la testa nascosta nella piega del mio gomito e si stira, si sistema, si rannicchia a brevi intervalli: il meglio per lui non è nemico del bene! Nel rifarsi ogni volta un posto languido in questo mare orlato di lana, deve provare sempre più piacere poiché fa le fusa sempre più forte e la sua musica accompagna la mia scrittura. La sua sagoma si ritaglia in basso sul quaderno, gli piace anche la carta e questo insieme di carta e lana è di suo completo gradimento. Come si possa trovare la voluttà nella lana e nella carta, cerco di immaginarlo ma non ci riesco, non riesco neppure a scrivere d’altro che di Yogurt, si chiama così, lo yogurt gli piace quasi quanto i maglioni di lana. Una collina rossa si profila all’orizzonte della mia pagina serale.
Non è il primo, Yogurt, a trovarvi rifugio.
Per i neonati, per i bambini, per il gatto, per te quando dopo l’amore ti rannicchi nell’incavo del mio braccio, semplicemente per il bene tranquillo di esserci, sono un materasso, uno spazio per giocare, per addormentarsi, uno spazio accogliente, senza reazioni ostili, senza pericoli. Non è niente, ma è dolcissimo essere il grande, colui che ama e protegge, e accoglie la vita nell’incavo, nella tenerezza di una spalla.
Da piccolo mi addormentavo sulle ginocchia di mia sorella, della mamma. Avevo il mio posto nel mondo e adesso che a mia volta sono il sostegno, il nido e il velluto, so che un giorno le mie parole somiglieranno alla calma del mio corpo nel parlare nel parlare di Yogurt o della felicità, nello stringere a me la pace del mondo.

Tratto da “Il portafortuna della felicità” Philippe Delerm, Frassinelli

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