Harry Potter e la pietra filosofale

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Harry Potter e la pietra filosofale è il primo della serie di romanzi scritti da J. K. Rowling che hanno per protagoniste le vicende del maghetto più famoso del mondo, anzi dei mondi, del mondo dei maghi e di quello dei babbani (noi, privi di poteri magici, che leggiamo di lui).
Le circostanze in cui Harry diventa orfano, i terribili zii cui viene affidato che, tra l’altro, lo confinano nel sottoscale, fanno amare sin dalle prime righe il piccolo Harry, che poi si rivelerà essere un coraggioso ragazzo, intelligente, sincero nei sentimenti, amico fidato, atleta talentuoso e molto altro ancora.

La storia è avvincente, rapisce, fa dimenticare la realtà, è la giusta lettura per chi vuole un po’ di evasione e di solitudine, per chi si annoia e non vuole, per chi vuole sentirsi raccontare storie di coraggio.

Leggere Harry Potter e la pietra filosofale vuol dire entrare nel mondo dei maghi e sentirsi dei bambini a cui piace ascoltare le storie narrate dagli adulti, sapendo che saranno storie a lieto fine quelle narrate dalla voce materna della scrittrice, storie in cui, almeno temporaneamente, il male è messo all’angolo, resta solo il bene, il coraggio, l’onestà.

E’ stata la lettura perfetta per questo periodo in cui pare che la terra mi tremi continuamente sotto ai piedi, in cui le paure post terremoto sono prepotenti, ma possono essere messe a tacere, così come temporaneamente è stato messo a tacere Voldemort.

Credo che non potrò evitare di leggere il resto, sarete prontamente aggiornati 😉

Ecco la recensione del secondo volume, infatti: Harry Potter e la Camera dei Segreti.

Io mi schiero contro ciò che si aggira per questa Foresta, Bane, proprio così, e al fianco degli esseri umani, se necessario“.
Parola di centauro.

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