Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

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Harry Potter è una vera libroterapia.

Una mia collega dice che Harry Potter è il suo terapeuta da 12 anni, la cosa mi fa sorridere, ma la sento vera e non avrei mai pensato, giuro mai, di lasciarmi incantare anche io da questa storia fantasy di magia.
Eppure, come dicevo già in Harry Potter e la Camera dei Segreti questa non è soltanto letteratura fantasy, è molto di più.
E’ storia di coraggio, di lealtà, di bontà d’animo premiata, di accettazione della diversità, di passato con cui venire a patti, di un presente in cui affrontare mostri e paure, di un futuro incerto a cui forse è meglio non pensare (le similitudini con questo periodo storico in cui la terra non fa che tremare sono notevoli).
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban mi ha tolto di dosso le ansie della continua sensazione di dondolamento, mi ha fatto divertire, anche perché, ad esempio, “l’incantesimo per respingere un molliccio sono le risate!“.
Non basta.
Non mi piacciono le storie in cui c’è da aver paura e intorno a Harry c’è sempre qualche mostro, qualche terribile prova da superare.
Eppure questa storia, che pure fa paura, ha insieme una delicatezza, una sorta di fiducia, di speranza, di leggerezza necessarie per vivere a testa alta in questo mondo di infamie e catastrofi.
Basta pensare all’incantesimo “Expecto Patronum“, il mio preferito.
Ne sono certa: non c’è invenzione letteraria più bella di EXPECTO PATRONUM: far leva sui ricordi felici e sulla speranza per sconfiggere le nostre paure.
Se non è libroterapia questa, cos’è.
😍✨

Continua a leggere le recensioni terapeutiche!

Quarto Volume: Harry Potter e il Calice di Fuoco

Giuliana

Primo Volume: Harry Potter e la pietra filosofale

Secondo Volume: Harry Potter e la Camera dei Segreti

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