Harry Potter e i doni della morte

Avvincente, Harry Potter e i doni della morte.

Avvincente ma dal sapore nostalgico, già malinconico, si sa, la saga finisce qui, la giovinezza raccontata finisce qui, da qui in poi si farà i conti con le beghe dell’età adulta, che grosso modo sono le stesse per babbani e maghi.
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Il racconto mi è parso un po’ troppo arzigogolato, un po’ come se bisognava inventarsi per forza qualcosa di straordinario e sorprendente, forse ha perso un po’ di quella naturalezza di vita raccontata che, pur nel genere fantasy, c’era negli altri libri, ma senza dubbio è la degna conclusione di una serie di storie stupendamente costruite e raccontate e immaginate.

La morte di alcuni dei protagonisti, di cui avevo sentito parlare, è stata comunque terribile, ci si affeziona ai personaggi, persino al custode e a Peeves, figuriamoci a Silente, ai gemelli Weasley, a Lupin e Tonks, al piccolo Dobby, l’elfo libero.
Il finale me lo sono lasciato per la notte fonda e, passati pure i 19 anni dopo, chiuso il libro, fatto il sospiro, uno di quei sospiri rari a fine lettura, sono rimasta così, in silenzio a guardare il vuoto, chiedendomi: e adesso?
E adesso.
Adesso ricomincio, alternandolo a altre letture, ricomincio magari in lingua originale, ricomincio leggendolo ai miei bambini, perché credo in tutto ciò che ho scritto in Harry Potter Terapia, perché ho quarantadue anni, ma non mi vergogno mica a dire che è stata una delle letture più belle della mia vita, non fatta prima per pregiudizi sul genere, ma ho rimediato e non è mai troppo tardi per concedersi il lusso di viaggi fantastici e avventurosi.
E’ una lettura che somiglia a un’esperienza e lo leggerò ai miei bambini, perché è talmente avvincente che insegna il gusto e il piacere della lettura, e io questo voglio, che loro amino leggere e cerchino i libri.
Lo leggerò a Lucia e Simone perché è un percorso di crescita corale e soprattutto individuale, c’è intimismo e riflessione, ma anche l’invincibile forza del lavoro di squadra.
Lo leggerò per far esercitare loro la memoria e l’attenzione ai particolari, per stimolare la curiosità e il mai accontentarsi di risposte preconfezionate, il gusto per la ricerca e per l’intraprendere la strada dei propri pensieri, delle proprie intuizioni.
Lo leggerò perché comincino a credere che non tutti sono come appaiono, c’è sempre un’anima particolare dietro l’involucro della nostra apparenza, un involucro che possiamo ben portare in giro infischiandocene di ciò che di noi dicono gli altri, essere se stessi e basta, con coraggio, come Luna.

Sono ancora in tempo per aggiungere buoni propositi a questo 2017.
Eccone un altro.
Essere me stessa, ispirata e coraggiosa, portando con disinvoltura e orgoglio un bel cappello di leone in testa.

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Vi consiglio di cuore di leggere tutte le avventure del maghetto Harry Potter cominciando dalla Pietra Filosofale, ci vorrà un po’ di tempo, ma ne varrà la pena.
Promesso.
Se poi avrete una voce critica, non vedo l’ora di ascoltarla, potete scrivere nei commenti sotto o a info@mytherapy.it.

Giuliana, My Therapy is a book

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