Harry Potter e il Calice di Fuoco

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Nel quarto volume della saga di Harry Potter la storia si complica, le difficoltà aumentano, la trama si fa più intricata, le sottotrame sono innumerevoli.

Tutto ciò rende Harry Potter e il Calice di Fuoco un libro-colla, ci si resta appiccicati come agli altri, anzi più degli altri.
E’ letteratura fantasy, abbiamo scritto, è un romanzo d’avventura, è un giallo ed è persino un romanzo di formazione, nient’altro serve per rendere Harry Potter e il Calice di Fuoco un vero capolavoro.
Perché leggerlo fa bene?

In questo capitolo della storia, più che negli altri finora letti, si comprende l’importanza di salde relazioni sociali, Harry supera tutte le problematiche del torneo Tremaghi grazie all’aiuto, più o meno disinteressato, di molti altri personaggi. Senza gli altri non si vive bene, non si superano i problemi, non c’è niente da fare, la collaborazione è tutto!

Questa narrazione così densa e ricca ci spinge a guardare oltre le apparenze, Moody non è quel che sembra, Piton nemmeno, già Sirius ci ha fatto delle sorprese, la parte esterna delle persone, l’involucro, non è che un rivestimento, importante certo, ma non sostanziale, bisogna fare lo sforzo di guardare dentro alle persone e non giudicare dall’apparenza. Facile no? Manco per niente, Harry lo sa bene, noi lo sappiamo bene, ma vale la pena aspettare un po’ prima di dare e/o negare fiducia. Basta guardare nel cuore!

Terribile età di passaggio, l’adolescenza. Già di per sé lo è, figuriamoci per questo quattordicenne maghetto alle prese col suo quarto anno di scuola, con la sua prima vera cotta per una ragazza, con le sue prime incomprensioni tra amici, e oltre tutto, alle prese col solito cattivone che lo vuole far fuori a colpi di bacchetta magica. Bacchette e incantesimi a parte, gli adolescenti di oggi hanno tutto questo po po di roba da affrontare, cattivoni inclusi (perché i grandi a volte oltre che cattivi sono proprio stupidi). Ebbene Harry Potter e il Calice di Fuoco ci dà fiducia, ci dà speranza, non senza impegno, dolore e perdite, ma fiducia e speranza.

Harry Potter e il Calice di Fuoco è uno sfogliare di  ben 652 pagine di avventure, storie e emozioni che non ci basterebbero sei vite per sperimentarle tutte, pensate che allenamento emozionale, pensate che esercizio di empatia si fa con una lettura che tra l’altro è scorrevolissima e piacevole.

La narrazione, come sempre, è piena di ironia e ci si scopre spesso a sorridere e ad alleggerirsi il cuore, tra marchi neri, Mangiamorte, occhi che guardano oltre le siepi e le porte.

Quindi la mia domanda è: dove la trovate una magia tanto capace di far stare meglio nel mondo dei babbani?

Se volete cominciare la lettura della saga, cosa che io vi consiglio caldamente, come avrete capito, cominciate da qui:
Harry Potter e la pietra filosofale

Se siete, come me, proiettati avanti proseguite con Harry Potter e l’Ordine della Fenice.

Vi lascio con un po’ di saggezza in pillole:

Se vuoi sapere com’è un uomo, guarda bene come tratta i suoi inferiori, non i suoi pari. (Sirius Black)

 

Non riesci a vedere che non è importante ciò che si è alla nascita, ma ciò che si diventa? (Albus Silente)

 

Deve capire: capire è il primo passo per accettare, e solo accettando si può guarire. (Albus Silente)

Giuliana

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