Dentro alla borsa di una mamma

Porto sempre con me il borsone della palestra, per evitare di portare una borsa per lei, una per lui e una per me. È come una valigia, infatti spesso mi chiedono se parto.
Non parto, semplicemente esco di casa. E se lei, bevendo, dovesse buttarsi l’acqua addosso? Come se non fosse mai successo! E se lui all’improvviso fosse preda di attacchi di riempimento incontrollato di pannolino? Hai visto mai.
E se dovessero aver sete o fame in un luogo dove cibo e acqua non sono immediatamente accessibili? Intendo a un prezzo dignitoso, se tutti i giorni dovessi comprare due bottigliette d’acqua, hai voglia a tirar su quelle due lire della cassa integrazione!
E se dovessero starnutire come fanno a volte lasciandomi perplessa sul contenuto di quei due piccoli nasini?
E se servisse un cerotto e del disinfettante?
Se fosse freddo? Guanti e cappello!
Se si annoiassero? Dei giochi per lei e dei giochi per lui, matite e colori, palline e bamboline!
Se dovesse salirmi un’improvvisa ispirazione? I miei blocchi, fogli, penne, una usb a forma di coniglio, sempre utile nell’era della scrittura telematica.
Se lei soffrisse di mal d’auto? Braccialetti antinausea.
Se avessi tempo di rifarmi il trucco? (il trucco? Quale trucco? E comunque hai visto mai, cipra e lucidalabbra, burrocacao, pinzette, forbicette …).
C’è il sole? Occhiali per tutti?
Piove? Ombrello!
Che dire dello scotch, può sempre servire.
In tutto questo poi vai a cercare il portafoglio per pagare il parcheggio e le chiavi della macchina prima che il parcheggio pagato scada!
D’altra parte, come diceva mio nipote da piccolino, se mi serve mi serve e non c’è galanteria di mio marito che tenga, lui a volte si offre di tenermi quella piccola casa prefabbricata, ma io lo vedo che a lui pesa e a me francamente sta d’incanto, invece!

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