In cordata. Storia di un’amicizia tra due generazioni da zero a ottomila metri

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In cordata. Storia di un’amicizia tra due generazioni da zero a ottomila metri, Simone Moro e Mario Curis. Rizzoli.

Ecco un altro libro di montagna.

I lettori di My Therapy sanno che mi piace molto leggere di montagna, mi fa respirare nuove atmosfere, mi fa vivere sfide che difficilmente posso vivere davvero, mi incita a non mollare mai perché se le persone raggiungono certe vette senza ossigeno, allora tutto è possibile, persino superare le beghe quotidiane, i problemi di ogni giorno.

Il libro In cordata è nato dalla penna di due alpinisti molto diversi tra loro, per età e convinzioni, Simone Moro e Mario Curnis.
Nel libro sono descritti due modi di vedere e vivere la montagna: Curnis, che è stato affascinato dagli alpinisti che scendevano felici la domenica, la vive solo per sé, per essere felice, appunto, Moro invece che ne fa una professione.
Entrambe le visioni, seppure così diverse, regalano al lettore la visione univoca di montagna.

La montagna come libertà conquistata, come riscatto verso le profezie sfigate, la montagna che stimola l’intelligenza, l’identificazione con i personaggi “mito”, quelli che incitano a sognare, quelli che ti consegnano tra le mani, in poche righe, il sogno vero e proprio.

La montagna con cui vieni a patti per forza, perché se non lo percorri da solo, tu e la tua anima, il sogno non lo realizzi.

La montagna che ti insegna ad essere uomo (“Non si può scalare se si è sporchi dentro”, Mario Curnis), ma non ad essere eroe (“Gli alpinisti non sono eroi: eroi, semmai, sono quelli che stanno a casa in silenzio ad aspettare il loro ritorno”, Curnis).

La montagna, che tira fuori il bello e il brutto dell’anima di ciascuno: il morale, i valori, la capacità di relazionarsi.
La montagna insegna il senso vero della cordata, in montagna e nella vita (che poi è la cordata che conta di più), la montagna insegna di chi ci si può fidare, a chi ci si può legare.

La montagna che ti tempra, che ti fa ragionare, che ti insegna il superfluo e l’essenziale, l’umiltà, la gratitudine, la forza di un sogno.

E’ un libro molto bello, l’ho letto mentre ero immobilizzata a letto col piede operato ed è stato un bel viaggio immaginario che ho fatto sulle vette più alte del mondo.

Giuliana

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