Come un romanzo

come un romanzo

Come un romanzo” di Daniel Pennac è una rilettura che conferma la teoria che dai libri traiamo quanto siamo in grado di trarne, in base alla nostra maturità e al periodo storico in cui viviamo.
Leggere, adesso, di come un scolaro impara a formare le lettere e poi una parola di significato solo da asticelle e ponti e cerchi è stato emozionante! Un paio d’anni fa ho visto la stessa magia accadere nell’universo della mia bambina che diventava, secondo la teoria di Pennac, un’alchimista capace di trasformare le lettere in significato, quindi in oro.

 

Quasi come una lama penetrata nel cuore leggo:

Leggere
a voce alta
gratuitamente
le sue storie preferite“.

Io, proprio io, che amo così tanto i libri, che ne leggo di continuo, che passo il mio tempo libero a scovare spunti terapeutici nei libri che leggo, io … da quanto tempo non leggo ai miei bambini “a voce alta, gratuitamente” le loro storie preferite?

Troppo.
Devo recuperare.
Assolutamente.

Nel frattempo proseguo il viaggio dentro “Come un romanzo” ed io provo una gioia intima e profonda quando comprendo che, nonostante la mia insegnante di lettere al liceo, ho imparato ad amare le storie e i libri.
Dove e perché non saprei dire, forse è per questo mio carattere tendenzialmente solitario e taciturno.

Ma grazie a chi lo so dire con certezza. I miei genitori, che non sono mai stati accaniti lettori ma sono stati degli integerrimi compratori di libri di cui non sapevano niente, compratori sulla fiducia nella loro figlia che aveva questa specie di difetto di non voler vestiti o ori, ma libri.

Ho ricevuto dei no da miei genitori, ovviamente. Ma mai riguardo a un libro, mai!

Così, grazie ai miei genitori e non ai miei insegnanti, sono diventata una lettrice.
E mi sono salvata.

In fondo, ci dice Pennac:
Una lettura ben fatta salva da tutto, compreso da se stessi. E soprattutto, leggiamo contro la morte“.
E cita anche Montesquieu: “Lo studio è stato per me il rimedio sovrano contro l’insofferenza e la noia non avendo io mai avuto pene che un’ora di lettura non abbia dissipato“.
Che meraviglia.

Quanta meraviglia, poi, e semplicità nei diritti imprescrittibili del lettore!
Pennac ce ne regala dieci, come i Comandamenti, ma sottolinea che sceglie questo numero proprio per differenza coi Comandamenti, qui c’è una lista di autorizzazioni!

Questa parte è quella che mi colpì quando lessi “Come un romanzo” la prima volta, non so quando, non so dove.

Ero una lettrice ossessionata dal dover finire un libro iniziato, non mi concedevo scappatoie, passavo mesi con un libro che non amavo aperto a metà, in giro per casa. Finché Pennac consacrò il mio diritto di non finire un libro, non muore nessuno e ci guadagno in salute e in tempo da dedicare ai libri che invece amo.

Quindi andate e leggete “Come un romanzo” e scoprite quale diritto vi appartiene di più.

La virtù paradossale della lettura è quella di astrarci dal mondo per trovargli un senso“.

L’uomo che legge ad alta voce ci eleva all’altezza del libro“.

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo di scrivere, d’altronde, o il tempo per amare.)
Rubato a cosa?
Diciamo al dovere di vivere.

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere
“.

La lettura è, come l’amore, un modo di essere“.

La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d’altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore“.

Giuliana

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