Cabaret mistico

cabaret mistico

Quando mi sono stancato di partorire opere che erano soltanto uno specchio del mio ego, ho abbandonato l’arte per due anni“.

Comincia così Cabaret mistico di Alejandro Jodorowsky, e già fa da terapia facendo riflettere sul proprio ego, sul proprio stare nel mondo e sul modo di relazionarsi agli altri; poche parole bastano per riflettere sull’essere e sull’apparire e sulla necessità di cambiare il mondo.

Non posso cambiare il mondo, però posso cominciare a farlo“.

Come si cambia il mondo?
Si parte ridimensionando il proprio ego, riuscendo a comprendere che non siamo il centro del mondo, si prosegue con la visione spirituale di noi stessi, degli uomini, di tutto ciò che appartiene a questo pianeta, infine si utilizza la “risata salvifica“, si cerca la saggezza nell’arte letteraria più umile, la barzelletta, in cui affonda l’inconscio collettivo, il senso critico, la filosofia naturale.

L’umorismo ci aiuta ad allargare il nostro punto di vista, a creare il nostro Dio interiore, quello che vive nel nostro inconscio e non nell’alto dei cieli, un Dio che è dentro di noi e che crea e distrugge le nostre cellule, che trasforma le nostre esperienze in Coscienza Sublime, che consola le nostre sofferenze, che ci insegna ad amare tutte le creature.

Dice Jodorowsky, “Questo essere intimo deve essere il nostro modello. Giorno dopo giorno ci inventiamo la nostra realtà, quindi possiamo anche inventarci la nostra divinità“.

Possiamo creare la nostra realtà, e la nostra divinità, ricercando la luce sacra nelle barzellette, sapendo che “se cambiamo i nostri pensieri, cambieremo il mondo“.

Tra una barzelletta e una storiella zen, ho trovato delle intuizioni che mi hanno fatto un gran bene; mi è capitato questo libro tra le mani proprio quando stavo facendo una riflessione con me stessa sul mio bisogno di approvazione altrui, sulle mie insicurezze, sulle maschere che metto per sentirmi più forte e per farmi dire brava.
Leggo Jodorowsky che dice:
Sovente, non sapendo chi siamo, per vivere con gli altri indossiamo una maschera che corrisponde a quello che essi credono che noi siamo“,
oppure
Uno non è obbligato a giustificarsi, può avere tutti i “difetti” che vuole. Non importa quello che gli altri pensano di lui, ma quello che lui pensa di se stesso“.

Impegnata com’ero a ascoltare il giudizio altrui, mi scordavo di ascoltare il mio.

Impegnata com’ero a lamentarmi, mi perdevo le positività della mia vita.
Se ci alimentiamo di pensieri negativi insozzeremo il mondo con pensieri negativi. Siamo ciò che mangiamo, mangiamo ciò che siamo. Se ci nutriamo di Coscienza, offriremo Coscienza al mondo” e, udite udite, la Coscienza si può raggiungere solo con la meditazione.

Impegnata com’ero a costruirmi per il futuro, mi perdevo il presente.
Quel che vogliamo essere, lo siamo già“.

Impegnata com’ero a raggiungere la perfezione, perdevo la grazia.
Ricercare l’eccellenza significa fare quel che si deve fare al meglio“.

Impegnata com’ero a fuggire la realtà con la letteratura e vivendo con la lettura le vite altrui, mi allontanavo da me stessa (insomma a volte va bene fuggire la realtà, è terapeutico, purché non ci si dimentichi di se stessi).

E’ un libro per chi ha bisogno di ridere, per chi si ammala piuttosto che ammettere di non ricevere abbastanza amore, è il libro che contiene la risposta giusta da dare ai genitori che si chiedono perché i bambini dicono tante bugie (“Per formarsi bene, il bambino deve ricevere un giusto sguardo da parte dei suoi genitori. Essi devono vederlo come lui è e non come vogliono che sia“), è un libro per chi è confuso e non sa che strada prendere (l’occhio interiore ci indica la verità), è un libro per chi ha sempre paura (“Quando non hai paura, sei quel che sei“) , è un libro che ci riporta a noi stessi, è un libro per chi cade e non ha la forza di rialzarsi (“La terra su cui cadiamo è la stessa che ci aiuta a risollevarci”).

E’ un libro che ci aiuta ad accettarci così come siamo.

Accettiamo con riconoscenza di essere quello che siamo. Niente da eliminare. Niente da aggiungere.”

Dunque, questa sono io, niente da eliminare, niente da aggiungere.

Giuliana

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