Il bambino che sognava l’infinito

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Il bambino che sognava l’infinito è un libro uscito nel 1978, scritto da Jean Giono, lo stesso autore di L’uomo che piantava gli alberi, edito in questa nuova edizione da Salani.
Lo stesso autore per la stessa delicatezza di narrazione, che appare semplice, adatta a bambini dai 7 ai 10 anni, ma è solo apparenza, anche questo è un racconto profondissimo, un librino piccolo piccolo, che ho letto ai miei bambini in una sera prima di dormire, che ci ha tenuti sul filo della tensione perché non capivamo dove voleva andare a parare questo bambino che sognava l’infinito, questo bambino a cui non bastava la pianura in cui vive, che aveva la curiosità e la voglia di spazi ampi, di cieli immensi, di salire sugli alberi e guardare oltre.
Il padre lo accompagnava a cercare l’infinito oltre le siepi di biancospini e di clematidi, lo spingeva a scoprire e ad arrampicarsi ma fino a un certo punto, perché oltre la realtà non lo consente.
Poi accade la svolta.
Il bambino impara a scoprire l’infinito.

Adesso so come superare tutte le siepi e andarmene molto più in alto di tutti gli alberi, disse tra sé il bambino. Ormai so fare qualcosa di molto importante“.

L’autore conclude, dando voce agli adulti che si accontentano delle pianure: “Quale può mai essere, questa cosa tanto importante? Io non lo so!“.

Mio figlio già dormiva, io e mia figlia ci siamo guardate con un punto interrogativo sul viso, le ho chiesto di nuovo, quale può mai essere questa cosa molto importante? E lei ha detto una sola parola, gridandola quasi, a metà tra l’entusiasmo e la rivelazione, provocandomi una forte emozione:

L’IMMAGINAZIONE!

Giuliana

 

 

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