A Rainer Maria Rilke nelle sue mani

O non mi potrai sentire:

più non risuono.

Marina Cvetaeva è una poetessa russa che vive di parole.

Con Rilke ha una storia “solo” epistolare, di parole, che però è una storia d’amore sconvolgente.

Questo libro “A Rainer Maria Rilke nelle sue mani” è la raccolta di quel che ha scritto in seguito alla morte del poeta. E’ struggente e doloroso e non si può leggere in ogni momento delle nostre vite, lo tengo sul comodino da mesi, eppure l’ho finito solo stamattina, perché è toccare il dolore con mano, come infilarla in una ferita aperta, è avere a che fare con la morte, con l’amore infinito e reale che però non esiste nella realtà, è un dolore incomprensibile e fortissimo.

Io pure, che lo leggo nei miei scampoli di ferie che praticamente non ho fatto, non ho avuto, non mi sono goduta.

Non è mai facile leggere il dolore, la morte, eppure non sembra esserci mancanza di futuro e di speranza nelle parole di Cvetaeva.

E’ un po’ come dire, finché provo dolore sono viva, finché leggo sono viva, finché scrivo sono viva.

Non c’è bellezza e poesia senza dolore, d’altra parte e questo libro ne è un esempio perfetto.

A presto! A rivederci!

Forse senza incontrare – solo accordo!

Buone terre sconosciute a me stessa!

Buone acque, Rainer, e tutta me stessa!

Per ritrovarci, manda prima due righe.

Buona scala di nuovi suoni, Rainer!

Sulla scalinata del cielo con doni sacrali …

Buona investitura nuova, Rainer!

La copro con la mano così non la bagnano –

Al di sopra dell’ultimo e ineluttabile commiato:

a Rainer – Maria – Rilke – nelle sue mani.

Che meraviglia,

G.

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E’ un amore impossibile

Gli antichi e dolci versi di Sesto Aurelio Properzio, un poeta romano vissuto tra il 47 e il 16 a. C.

Io li adoro.

“E’ un amore impossibile” – mi dici.

“E’ un amore impossibile” – ti dico.

Ma scopri che sorridi se mi guardi,

e scopro che sorrido se ti vedo.

“Di notte” – tu confessi – “io ti penso… Ti penso giorno e notte, e mi domando se stai pensando a me, mentre ti penso.

… La società, le regole, i doveri… ma tremi quando stringo le tue mani.”

“Meglio felici o meglio allineati?”

– Ti chiedo.-

E il tuo sorriso accende il giorno, cambiando veste ad ogni mio pensiero.

“Questo amore è possibile” – ti dico.

“Questo amore è possibile” – mi dici.

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Mozart e la pioggia

La serenità e la leggerezza sono fuori dalla portata di tutti, in questo periodo in cui è evidente che siamo in balia della terza ondata.

Io ho il mio piccolo rifugio, tra le poesie.
Il tempo si sospende.
Le paure sono in fermo immagine.
Le ansie sono in disparte e stanno a guardare.

Le poesie mi danno fiato.
Pochi respiri profondi, mente sgombra, cuore pieno.

Christian Bobin l’avevo letto già (Abitare poeticamente il mondo) e lo cito anche nel battello letterario, per convincere i turisti, i viaggiatori, i naviganti che si possono guardare le cose della vita con meraviglia, che si può anche fare i turisti in modo poetico.
Non ne ho scritto, perché l’altra mia terapia, la scrittura, l’ho messa in un angolo, quasi come in una vocazione alla sofferenza.

“Mozart e la pioggia” è dolce, preciso, musicale, quasi una ballerina sulle punte, è una nuvola che regala la pausa dall’afa, è il raggio di sole inaspettato, è la musica con cui mi addormento, è una carezza, una mano che asciuga le lacrime, è la spinta a prendere la penna.
E’ pausa, cuore che batte, medicina da leggere piano, da somministrare in piccole dosi, nella durata di questi giorni difficili, quando ad esempio, a fine giornata, il divano, le coperte e il cane mi aspettano per il mio viaggio piccolo.

 

Che ci siano, in questo istante in cui scrivo, due persone che si amano in una stanza, due note che chiacchierano ridendo, è abbastanza per rendermi la terra abitabile.

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Romeo e Giulietta

Romeo e Giulietta, William Shakespeare
Traduzione e cura di Agostino Lombardo
I classici Feltrinelli, 1994

Il mio libro ha tanti anni e non se li porta bene, è scolorito, scollato, ha il prezzo in lire (12.000), i fogli ingialliti e diverse sottolineature, a seconda del periodo in cui l’ho letto.

L’ho letto tante volte.

Anche qualche giorno fa. E anche qualche giorno fa mi sono commossa, ma io mi commuovo sempre per tutto, la sorpresa è che è un’emozione sempre nuova, sempre per la stessa storia, immutabile da 427 anni, eppure sempre piena di sfumature diverse.

E’ troppo triste per essere una terapia?

Forse a volte, forse per alcuni.

Ma la sua poesia è una terapia, la sua dolcezza, le avventure, i batticuore, l’amore, nonostante tutto e tutti, i contrasti tra l’amore e la sua “contraria stella” , tra le ragioni dell’odio e quelle dell’amore, e vince sempre l’amore, non sarà certo la morte a dividere Romeo e Giulietta e se non è in questa vita, sarà in un’altra ❤️

 

 

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Desiderata

Desiderata, quando la poesia è terapia. Opera risalente al 1927 a cura dello scrittore statunitense Max Ehrmann, Desiderata passò inosservata finché un parroco di Baltimora nel 1957 la inserì in un libro di preghiere dal titolo “Old Saint Paul’s Church, Baltimore A.D. 1692” (anno di costruzione della Chiesa), per cui si diffuse …