Trabocco Turchino

Era tanto che volevo vedere la costa dei trabocchi in Abruzzo, quelle speciali palafitte che i pescatori usavano per pescare senza doversi avventurare in mare aperto. Finalmente ci sono riuscita.

La destinazione del gruppo di amici era proprio il Trabocco Turchino, famoso per essere uno dei pochi trabocchi ancora autentici, non trasformati in ristorante, e perché posto sotto l’eremo dannunziano, il luogo in cui D’Annunzio visse un’estate d’amore con la sua amante e dove scrisse “Il trionfo della morte”.

Non amo molto D’Annunzio, tant’è che ho con me un libro su Leopardi, un libro che racconta di come il destino possa diventare destinazione, una riflessione che mi porto dietro da alcuni giorni.

Fatto sta che, mentre tutti erano posizionati sui ciottoli caldi e duri della spiaggia “Maruccio”, io mi sono incamminata da sola verso il Trabocco Turchino, che vedevo piccolo piccolo in lontananza.

C’è una pista pedonale e ciclabile di velluto che, insieme al blu del mare accanto, non mi hanno fatto percepire tanto il caldo del sole. Un po’ si, tanto che, dopo mezz’ora di cammino, sono scesa alla spiaggia per vedere da vicino il trabocco e mi sono tuffata.

È stato un bel momento.

Nonostante la decadenza lavorativa di questo mio momento, io sono pur sempre una romantica in cerca di senso e di poesia.

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Firenze e la meraviglia

A proposito di completezza. Un tempo correvo e una volta sono arrivata fin quassù durante una gara. Mi ricordo il fiatone e le gambe che bruciavano e poi la meraviglia. …

Dell’amore e di altri luoghi

Dell’amore e di altri luoghi è la parte di My Therapy dedicata al racconto dei luoghi che vivo, anche solo che attraverso, che mi porto comunque dietro per sempre e in cui lascio necessariamente qualcosa di me. Un pensiero, un pezzetto di cuore, un’emozione.

La partenza è il mio luogo del cuore per eccellenza: la Cascata delle Marmore, una specie di base solida in cui tornare ogni volta che voglio, non solo fisicamente, anche “soltanto” con il mio cuore e con i ricordi.

Procedo poi per alla scoperta dei luoghi intorno, più o meno da lei distanti, che tuttavia non si misurano dalla distanza da lei, ma dall’emozione che provo conoscendoli e vivendoli, anche per breve tempo.

Della Cascata delle Marmore non parlerò, non ancora (ne ho parlato fin troppo 😄 )

E allora, parto.

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Gli stessi luoghi, con occhi nuovi, con piedi doloranti e testardi, sempre instabile, sempre a rischio di scivolare giù dalla rupe, il telefono in una mano per fotografare, carta e penna in tasca, in solitudine come piace a me, ma non escludo viaggi in compagnia, in compagnia, questo sì, delle tante parole di cui la mia testa è piena, seguendo sentieri che dal centro portano intorno e poi tornano al centro.

Ci sono pochi luoghi in una vita, forse persino uno solo, in cui succede qualcosa; dopodiché ci sono tutti gli altri luoghi

Alice Munro

Non so cosa “dell’amore e di altri luoghi” effettivamente sia. Un diario, una cronaca emotiva, un racconto di luoghi che forse conoscete o forse vi pare di conoscere. Ci vorrebbero sempre occhi nuovi, o, nel mio caso, un cuore che racconti.

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