24 dicembre

Siamo arrivati alla fine, oggi, 24 dicembre è l’ultimo giorno del nostro Avvento dei libri, per questo il mio grazie speciale va a tutti quelli che hanno dedicato cinque o più minuti del proprio tempo a consigliare un libro terapeutico per i lettori di My Therapy, grazie di cuore!

Oggi gli ultimi due consigli ce li regala Arnaldo Casali, giornalista e autore di Valentino. Il segreto del Santo innamorato.

Il primo consiglio:

Sherlock Holmes: “Uno studio in rosso” o “Le avventure di Sherlock Holmes”, Arthur Conan Doyle

Lo considero terapeutico perché è l’unica lettura che riesce a rilassarmi completamente, e al tempo stesso è anche una lettura che stimola il cervello.

Il secondo consiglio:

Il piccolo principe, Antoine de Saint – Exupéry

Se dovessimo parlare di terapia dell’anima, invece, direi Il piccolo principe.
Più che un libro è un viaggio dentro la vita stessa, quindi è una lettura completamente rigenerante, che ti rimette a posto con l’esistenza. In qualche modo davvero ti riordina tutti i vari pezzi della tua anima dispersi nella vita.

L’ultima parola trovata dai miei bimbi nel calendario è la parola METTERE.
lucia-paroleOra al lavoro per costruire la frase!

Ecco tutte le parole:

MOMENTO
VITA
SECONDO
IN
SECONDO
IL
NON
FELICE
DELLA
BOCCA
IL
PIU’
IL
SECONDO
COINCIDE
PRIMA
MIELE
CON
DI
QUEL
A
NESSUNO
E’
METTERE

 

Vi lascio con un brano tratto da Il piccolo principe, il brano in cui appare la volpe, uno dei più belli, secondo me.

Capitolo XXI

In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomestica”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire ?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire ?”
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire …”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”.
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’e’ un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
“Oh! non e’ sulla Terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembro’ perplessa:
“Su un altro pianeta?”
“Si”.
“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
“No”.
“Questo mi interessa. E delle galline?”
“No”.
“Non c’e’ niente di perfetto”, sospiro’ la volpe. Ma la volpe ritorno’ alla sua idea:
“La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio’. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata. Conoscero’ un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara’ uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu’ in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, mi fara’ pensare a te. E amero’ il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, pero’. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno piu’ tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia’ fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu’ amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che cosa bisogna fare?” domando’ il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, cosi’, nell’erba. Io ti guardero’ con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ piu’ vicino…”
Il piccolo principe ritorno’ l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero’ ad essere felice. Col passare dell’ora aumentera’ la mia felicita’. Quando saranno le quattro, incomincero’ ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro’ il prezzo della felicita’! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro’ mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
“Che cos’e’ un rito?” disse il piccolo principe.
“Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’e’ un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e’ un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Cosi’ il piccolo principe addomestico’ la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangero'”.
“La colpa e’ tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.
Poi soggiunse:
“Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua e’ unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero’ un segreto”.
Il piccolo principe se ne ando’ a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e’ per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si puo’ morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e’ piu’ importante di tutte voi, perche’ e’ lei che ho innaffiata. Perche’ e’ lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche’ e’ lei che ho riparata col paravento. Perche’ su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche’ e’ lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche’ e’ la mia rosa”.
E ritorno’ dalla volpe.
“Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi”.
“L’essenziale e’ invisibile agli occhi”, ripete’ il piccolo principe, per ricordarselo.
“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi’ importante”.
“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurro’ il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verita’. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”
“Io sono responsabile della mia rosa…” ripete’ il piccolo principe per ricordarselo.

 

Buone Feste!

Giuliana 🎄

23 dicembre

Siamo arrivati quasi alla fine dell’Avvento dei libri e gli ultimi due giorni che ci restano prima del Natale sono più intensi, due consigli terapeutici al giorno!

Oggi, 23 dicembre, i nostri ospiti sono la scrittrice e blogger Grazia Lodigiani, e la mia collega di lavoro Monia Mariani. I lettori di My Therapy lo dovrebbero ben sapere dove lavoro, in quel luogo meraviglioso e colmo di ispirazione, che oso persino parzialmente maledire nei giorni infuocati di ferragosto, ma che è il mio vanto e d’inverno manca come manca la poesia, il bosco, la perfezione dell’armonia tra natura e uomo. Questo luogo qui:

cascata

 

 

 

 

Torniamo al nostro Avvento dei Libri.
La prima ospite è Grazia Lodigiani, autrice dell’interessantissimo blog towritedown.com, e scrittrice che ha pubblicato alcuni racconti, Fermata Tre Torri (in “Respirare parole”, Marcos y Marcos), Giri di Valzer (in “Racconti di fiume”, casa editrice Pontegobbo), Dondolare (in “La venticinquesima ora” in uscita a febbraio).

l libro che ci consiglia è:

Mal di pietre, Milena Agus (Nottetempo)

Mi piace consigliarlo a chi non smette mai di tessere la propria vita come un romanzo.
Grazia

Ecco il link per chi fosse incuriosito e volesse acquistarlo:

Secondo consiglio di oggi, 23 dicembre. La mia collega, Monia Mariani, che ama la montagna, i cani e i libri, ci consiglia:

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson.

E’ un libro ironico e divertente, dove le parole scorrono in maniera ritmata ed è difficile smettere di leggere, Un libro che si legge tutto di un fiato e col sorriso sulle labbra.
Alla casa di riposo dove Allan è ospite tutto è pronto per i grandi festeggiamenti.Ma Allan decide di passare in maniera diversa il suo centesimo compleanno: scavalca la finestra e, in pantofole, se ne va. Ed inizia un viaggio ingarbugliato. Ed il viaggio diventa un’avventura surreale che Allan vive con una normalità disarmante. Una valigia, strani incontri, imprevisti e malintesi, fortune e sfortune trasformano questo viaggio nell’avventura forse più importante della sua vita!
E Allan è un esperto di avventure, e di incontri straordinari e improbabili.
L’avventura di oggi si alterna al racconto del passato di Allan. Personaggi incredibili e storie che entrano nella storia del Novecento. Storie che fanno il giro del mondo e poi ritornano. Dalla Svezia alla Spagna, alla Russia, alla Cina, all’Iran, passando per l’Himalaya. E ancora, ancora.

Monia

I miei bimbi hanno quasi finito di mangiare cioccolatini, hanno trovato nel calendario dell’avvento la parola è,  e una poesia triste ma realista, tanto per non perdere di vista il fatto che, mentre noi siamo qui a festeggiare, pieni di cioccolatini e di regali, in parecchie parti del mondo altri bambini fanno esperienze di privazione, di paura, di solitudine, di guerra.
Lucia e Simone festeggiano.
Ma io non voglio che dimentichino i bambini di Aleppo.

Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi

A domani con il doppio consiglio letterario di Arnaldo Casali!

Giuliana

22 dicembre

Il 22 dicembre a casa mia è un giorno speciale! Il 22 dicembre di 9 anni fa a quest’ora ero in viaggio verso Ikea di Roma, un viaggio terminato con una fuga veloce verso l’ospedale della mia città, sotto scacco di un distacco di placenta.

Ma il 22 dicembre a casa mia è un giorno incredibile, perché nonostante i rischi, verso sera  ecco che mi ritrovai in braccio un batuffolo profumato e morbido di nome Lucia, una bocca piccola e due occhi intensi che hanno cambiato colore e che hanno l’effetto, nei nostri cuori, dei fari abbaglianti delle macchine.

Ah, l’amore!

Buon compleanno, amore della mia vita! 

Sono perdonata per questa digressione?

Torniamo al nostro Avvento dei libri, oggi il nostro ospite è la scrittrice Daniela Farnese, che  presto ne saprà qualcosa di batuffoli profumati e morbidi e alla quale rivolgo il mio augurio di una vita bellissima.

Daniela Farnese è l’autrice di A noi donne piace il rosso, l’ispiratrice del mio post sulla scrittura (cliccate qui se volete anche voi seguire le mie riflessioni semi logiche), e l’autrice del recente Donnissima. che è già nella mia lista dei libri da leggere.

donnissima

 

 

 

 

 

Daniela Farnese ci consiglia:

Leda – Fandango Editore

Anarchica e futurista, musulmana e anticonformista. Leda Rafanelli, una vita da romanzo. La biografia a fumetti di una donna sempre in lotta con il proprio destino. Una storia vera che attraversa gli anni più tumultuosi del Novecento.

E’ terapeutico perché parla di una donna straordinaria, fuori dal comune, artista, scrittrice, tipografa, anarchica, chiromante, musulmana. Libera in un’epoca in cui le donne erano ancora considerate la metà di un uomo. Una lettura appassionante su una protagonista poco conosciuta. Un libro che fa bene, insomma.

Daniela Farnese

Questo è il link su cui cliccare per acquistarlo:

Leda, Fandango Editore

Oggi i miei bimbi troveranno nel calendario dell’Avvento giusto un paio di caramelle gommose a forma di ciuccio (loro le chiamano ciucciumelle), la parola NESSUNO  e la storia presa dal web intitolata “La Perfezione del mondo”.

LA PERFEZIONE DEL MONDO

Dopo aver giocato con i suoi compagni, un fanciullo si sedette sotto una grande quercia.
Guardò in su e vide che l’albero aveva tante piccole ghiande.
Poi abbassò lo sguardo e vide che lì nei paraggi c’era un campo con dei grandi cocomeri.
Così pensò tra sé e sé:
“Che strano è il mondo! Un albero così grande che fa dei frutti così piccoli, mentre delle piccole piante in un campo fanno dei frutti così grandi. Chissà perché mai?!”.
Non aveva ancora terminato quel pensiero che all’improvviso gli cadde una ghianda sulla testa.
E allora tutto felice, esclamò:
“Beh’. È proprio una fortuna che sull’albero non crescano cocomeri!”.
“Quando le nuvole della mente si sono dissipate, non si potrà che sorridere alla perfezione del mondo”.

 

A domani con ben due consigli di libri terapeutici!

Giuliana

21 dicembre

So che ieri avevo preannunciato un altro ospite per l’avvento dei libri del primo giorno d’inverno, ma suoi problemi organizzativi non ne hanno permesso la partecipazione.

L’ospite di oggi è la mia risorsa più grande, nemmeno troppo segreta. L’ospite di oggi fa parte della mia casa (le mura, il cuore) da più di vent’anni, sbadato e sognatore, preciso calcolatore, cielo e nuvola, terra e radici, Andrea Terenzi, detto anche Andea Tereni, l’ho sposato dodici anni fa dopo undici anni di fidanzamento, per dirla in poche parole, più della metà della mia vita l’ho passata con lui.

Ieri sera, quando l’ospite di oggi si è ritirato, lui, con la sua solita gioia di mettersi in gioco ha detto “Te lo consiglio io un libro!“, tempo dieci minuti ed ecco il dlin della sua mail che arrivava, com’è che si dice in questi casi? Beato chi se lo sposa!

Ecco il suo consiglio, lo condivido, con orgoglio, con voi:

Suggerire un libro… sembra facile, ma per me non lo è. In un certo senso richiede una scelta, una selezione. Per me che non ho un libro preferito, ma ho un po’ di libri preferiti, questo è un esercizio assai complesso!
Mi passano in testa tanti autori e tanti titoli: Melville, Eco, Tolkien, Marquez, Einstein… ma alla fine eccolo, mi scorre davanti agli occhi e la scelta è fatta! Orwell – La fattoria degli animali. Lo ho letto tanti anni fa; pescato quasi per caso dalla libreria della casetta dei genitori di Giuly, l’ho divorato in poche ore.
In quel periodo, giovane e pieno di belle convinzioni, mi ero avvicinato alla politica, mi emozionavo sentendo discorsi intrisi di ideali e questo libro mi ha dato uno scossone. Leggendolo una voce dentro si è accesa dicendo: svegliati! Fatti delle domande! Osserva cambiando punto di vista!
La fattoria degli animali è un libro che fa crescere, per questo lo considero terapeutico. Non calpesta gli ideali, ma ci insegna a non fidarci dei finti rivoluzionari come il maiale Napoleon. Non spinge al disimpegno, ma allo stesso tempo ci sprona a fermarci per osservare i risultati del nostro lavoro, per non fare come il cavallo Gondrano che lavorava senza fermarsi ripetendo gli slogan della rivoluzione.
Un libro attuale nonostante la sua età, un libro che lascia un sapore amaro, ma molto utile da leggere in questo periodo in cui troppi hanno in tasca la soluzione di tutti i mali .
È facile pronunciare parole giuste che riempiono i cuori, difficile è rendere le parole realtà.
Andrea

I nostri bimbi oggi hanno trovato nel loro calendario dell’Avvento più che una parola una lettera, la A, e dato che ho riscritto da capo tutto il post, ho deciso di cambiare anche la storia da mettere nella casellina numero 21.

Una breve lettura terapeutica, il riassunto della mia storia con lui, una dichiarazione d’amore corredata di foto terapia, scattata dall’amico del cuore.

La storia si intitola “Eterno” la potete leggere cliccando il titolo azzurro, l’ho scritta io, fa parte di quel capolavoro incompreso che mettemmo insieme io e Luca Ortenzi, le sue foto, le mie parole.

Ci vediamo domani con il consiglio terapeutico, certo, della scrittrice Daniela Farnese!

Giuliana

Se volete acquistare La fattoria degli animali su Amazon, questo è il link:

20 dicembre

Al liceo avevo come compagne una Maria Serena (vedere il post del 18 dicembre) e una Maria Cristina, mi sembrò allora una combinazione inusuale, ma allora, per quanto pensavo di essere profonda, non ero altro che un’adolescente in perenne crisi adolescenziale.

Poi sono cresciuta, almeno negli anni, ho trovato una vaga stabilità nelle relazioni e nell’anima, una sorta di equilibrio emozionale e con tali emozioni, più certe, più stabili, più solide, ho potuto guardare negli occhi anche Maria Cristina, e riconoscermi.

maria-cristina-neriSono andata a trovarla nella sua agenzia viaggi, Ludomar Travel e mi ha colpito il sorriso, l’entusiasmo, la gioia negli occhi, la dolcezza del cane che le faceva compagnia.
Tutte cose che avevo perduto al liceo, ma che per fortuna ho recuperato.

Così le amicizie ripartono, guardandosi negli occhi.

Maria Cristina Neri ha anche collaborato con My Therapy in qualche occasione (Sauris, Marmellata di Prugne, Una bambola con gli occhiali, Stupri di guerra, Uno splendido disastro), e oggi è il nostro ospite d’onore per l’Avvento dei Libri, ed è anche un onore farle gli auguri di compleanno🎉 🎉!

Il libro di oggi 20 dicembre che Maria Cristina ci consiglia è:

Il Museo dell’Innocenza,  Orhan Pamuk

Come può un libro che ci racconta una storia d’amore durata tutta una vita, pur nel suo tragico epilogo, non far bene alla mente e al cuore dei lettori? Pahmuk, con la cornice della Istanbul degli anni ’70, ci fa capire che l’amore tra un uomo e una donna, se vissuto in maniera totalizzante e unica, può essere davvero eterno e sopravvivere nei ricordi con un’estrema dolcezza, senza mai cadere nella banalità.

“Il Museo dell’Innocenza” ci fa vivere, attraverso gli occhi di Kemal,  un amore fatto di piccoli gesti spontanei, di tensione amorosa e soprattutto un amore raccontato in una minuziosa raccolta di confortanti oggetti, che a volte diventano vere e proprie reliquie. E sarà proprio grazie ad esse che l’amata Fusun potrà sopravvivere nel cuore di Kemal e nel ricordo dei lettori, diventando testimonianza di una inflessibile e mai risolta passione.

Ed ecco allora che, attraverso le numerose pagine del romanzo, capiamo che l’amore non è leggerezza ma piuttosto il vero mezzo di salvezza per l’uomo, anche nelle situazioni più tragiche e che ognuno di noi può e deve trovare il proprio modo di viverlo, costruendo il proprio “museo della vita”.

Maria Cristina

Fa venir voglia di leggerlo!

Oggi i miei bimbi hanno trovato, nel calendario che si va svuotando, la parola QUEL e un breve, ma efficace dialogo, preso dal web.

FERIRE E CHIEDERE SCUSA

-Prendi un piatto e tiralo a terra.
-Fatto.
-Si è rotto?
-Si.
-Adesso chiedigli scusa.
-Scusa.
-E’ tornato come prima ?
-No.
-Ora capisci ?
( Francesco Sole )

Ci vediamo domani con il consiglio terapeutico di Claudia Ravaldi!

Giuliana

Come al solito, vi metto il link di Amazon se volete acquistare “Il museo dell’Innocenza”.

 

19 dicembre

Cristina Lattaro, scrittrice e socio fondatore dell’Associazione Amarganta

scrittura creativadi Rieti, ci consiglia il libro terapeutico di oggi, 19 dicembre:

 

Il profumo (Das Parfum – Die Geschichte eines Mörders) di Patrick Süskind.

Nonostante si parli di un serial killer, mi ha fatto pensare al mondo degli odori e mi ha fatto scoprire un mondo sensoriale parallelo. Nessun odore e’ stato piu’ come prima, e scoprire questa cosa all’improvviso mi ha regalato un valore aggiunto!
Cristina Lattaro.

 

Oggi i miei bimbi hanno trovato una parolina piccola piccola dentro al loro Calendario dell’Avvento (DI) e un breve pezzo di Thich Nhat Hanh, tratto da “La pace ad ogni passo“.

 

IL CIELO ERA NEL SUO CUORE DA SEMPRE

C’era una volta un bel fiume che scorreva tra colline e boschi. All’inizio era un gaio ruscelletto, uno zampillo giocoso e canterino che scaturiva rapido dalla cima del monte. Allora era giovane, ma quando scese in pianura rallentò. Pensava al momento in cui sarebbe arrivato all’oceano. Col tempo, crescendo, imparò a farsi bello, serpeggiando con grazia fra colline e praterie.
Un giorno si guardò e vide riflesse dentro di sè le nuvole, nuvole di ogni forma e colore. Per giorni non fece altro che rincorrerle. Voleva una nuvola tutta sua per tenerla sempre con sè. Ma le nuvole passano nel cielo senza fermarsi mai e cambiano forma continuamente. L’impermanenza connaturata alle nuvole faceva soffrire il fiume. Il piacere e la gioia che provava a rincorrerle svanirono, e non vi fu che disperazione e rabbia. Un giorno un vento impetuoso spazzò via tutte le nuvole. Il cielo restò completamente vuoto. Il fiume pensò che non valesse la pena di vivere, dal momento che non c’erano nuvole da inseguire. Era pronto a morire. Quella notte il fiume ascoltò se stesso per la prima volta. Era stato così occupato a inseguire qualcosa di esterno che non aveva mai avuto il tempo di guardarsi. Quella notte fu la sua prima occasione di ascoltarsi piangere, di ascoltare il rumore dell’acqua che batteva contro le rive. Prestando ascolto alla sua voce fece una scoperta importante. Capì che quello che aveva tanto cercato era già dentro di sè. Scoprì che le nuvole non sono altro che acqua, che nascono dall’acqua e all’acqua fanno ritorno. E scopriì di essere acqua anche lui.
Il mattino seguente al sorgere del sole vide per la prima volta il cielo azzurro. Non lo aveva mai notato. Interessato com’era alle nuvole non aveva mai fatto caso al cielo. Allora capì che quel cielo immenso dimorava nel suo cuore da sempre. Nel pomeriggio le nuvole tornarono ma ora non gli interessava più possederle. Poteva ammirare la bellezza di ciascuna e dare il benvenuto a tutte. Quando arrivava una nuvola, la salutava con premurosa gentilezza, quando una nuvola andava via con la stessa gentilezza le diceva allegramente arrivederci. Quella sera accadde un fatto magico. Quando il suo cuore si aprì ad accogliere il cielo della sera, il fiume ricevette l’immagine della luna piena, bella e luminosa come un gioiello. Non aveva mai immaginato di poter ospitare un’immagine tanto bella dentro di sè.

Thich Nhat Hanh

A domani con l’Avvento dei libri e il consiglio terapeutico di Maria Cristina Neri!

Giuliana

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18 dicembre

Oggi, 18 dicembre, mi trovo a fare quasi la stessa riflessione che ho fatto iniziando il post del 10 dicembre sull’utilità dei social network.
Mi erano sfuggite, al liceo, la sensibilità, le affinità di sentimenti, la gentilezza di cuore e la visione di un futuro da costruire con mente positiva di una mia compagna di allora, che ho ritrovato proprio nei social, che ho poi anche guardato negli occhi, di fronte a una tazza di tè, mentre fuori il temporale puliva le strade e dentro un’amicizia gettava le basi per ripartire.

serenaDunque lascio a lei, Maria Serena Battaglia, lo spazio del consiglio terapeutico per l’Avvento dei libri del 18 dicembre.
Lei, che nella vita si occupa di amministrazione e network marketing, e che si lascia scegliere dai libri, oggi ci consiglia:

“Il cammino di Santiago” di Paulo Coehlo.

E’ un libro che desideravo leggere da circa due anni, ma che mi ha scelta solo un mese fa mentre prendevo un regalo in libreria.
Un libro….un viaggio alla scoperta della sacralità di un percorso spirituale che si rivela essere destinato a tutti!
Ricco di spunti di riflessione, esercizi ed spinte all’evoluzione, il libro ci rivela che lo straordinario risiede nel cammino delle persone comuni e che le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi dove sono attesi.
Vi lascio con un invito alla lettura del libro che a me ha donato la magia e i colori di un viaggio….IL VIAGGIO PERFETTO ALLA SCOPERTA DELLA MIA NUOVA ME!
Buona LETTURA!
Serena

Oggi i miei bimbi hanno trovato nel Calendario dell’Avvento la parola CON e una breve storia presa dal web, che dedico anche a tutti i lettori di My Therapy.
Se ognuno di noi salva una stella sola, saranno parecchie le stelle in salvo e questo mondo sarà migliore.

SALVARE UNA STELLA

Si racconta che su una spiaggia deserta, al tramonto, un uomo raccoglieva le stelle di mare, una alla volta e le gettava in acqua.
Un signore incuriosito andò a vedere, vide l’uomo e gli disse: “Buonasera amico, mi chiedevo cosa stesse facendo.”
l’uomo sorrise e rispose: “Ributto in acqua queste stelle. Vedi, adesso c’è la bassa marea e tutte queste stelle sono state depositate sulla riva. Se non le ributto in acqua moriranno per mancanza di ossigeno.”
Capisco – rispose l’altro – ma devono essercene migliaia su questa spiaggia. Non si può trovarle tutte. E poi succede lo stesso su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non vedi che non puoi cambiare le cose?
L’uomo delle stelle sorrise, si chinò a raccogliere un’altra stella di mare e gettandola nell’acqua rispose:”Ho cambiato le cose per questa qui.”

A domani con il consiglio terapeutico di Cristina Lattaro!

Giuliana

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17 dicembre

Il consiglio terapeutico di oggi, 17 dicembre, ce lo regala eg Diego Vitali, Digital Production Manager presso Edizioni E/O, che io ho conosciuto nel giorno della presentazione delle Piantafavole di Marta Mentasti.

Il libro è:

La gioia di scrivere, Wislawa Szymborska

Lo consiglio perché non sono solamente belle poesie, ma ognuna di esse, secondo me, è un piccolo spaccato di vita, un piccolo insegnamento da applicare tutti i giorni.
La Szymborska è una che veramente conosce la vita e ci dice come funziona, ce la spiega.
Dovendo scegliere una poesia tra le tante, sceglierei Vista con granello di sabbia: il granello di sabbia siamo noi, siamo una parte piccola e infinitesimale del mondo, ma non siamo “niente”, siamo qualcosa, valiamo.
Diego

 

Posso dire che La gioia di scrivere è uno di quei libri che sta in giro a casa mia, cambia posto, viene aperto a caso, richiuso, riposto, riaperto. Lo trovo bellissimo! La mia poesia preferita, al momento, è Nulla due volte, però ho raccolto il suggerimento di Diego e ho messo nel calendario dell’Avvento dei miei bambini, oltre ai cioccolatini di rito e la parola MIELE, la poesia Vista con granello di sabbia. Lucia e Simone non ne avranno capito il senso profondo, ma ne hanno comunque apprezzato la musicalità.

Vista con granello di sabbia, Wislawa Szymborska)

Lo chiamiamo granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello, né sabbia.
Fa a meno di nome
generale, individuale,
instabile, stabile,
scorretto o corretto.

Non gli importa del nostro sguardo, del tocco
Non si sente guardato e toccato.
E che sia caduto sul davanzale
è solo un’avventura nostra, non sua.
Per lui è come cadere su una cosa qualunque,
senza la certezza di essere già caduto
o di cadere ancora.

Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,
ma quella vista, lei, non si vede.
Senza colore e senza forma,
senza voce, senza odore e dolore
è il suo stare in questo mondo.

Senza fondo lo stare del fondo del lago
e senza sponde quello delle sponde.
Né bagnato né asciutto quello della sua acqua.

Né al singolare né al plurale quello delle onde,
che mormorano sorde al proprio mormorio
intorno a pietre non piccole, non grandi.

E il tutto sotto un cielo per natura senza cielo,
dove il sole tramonta non tramontando affatto
e si nasconde non nascondendosi dietro una nuvola ignara.
Il vento la scompiglia senza altri motivi
se non quello di soffiare.

Passa un secondo.
Un altro secondo.
Un terzo secondo.
Ma sono solo tre secondi nostri.

Il tempo passò come un messo con una notizia urgente.
Ma è solo un paragone nostro.
Inventato il personaggio, insinuata la fretta,
e la notizia inumana.

 

La mia idea originaria dell’Avvento dei Libri era la condivisione di parole, libri, amici ed anche siti o pagine social, seguendo il mio desiderio di conoscere sempre nuove persone e nuove realtà.
Presi come siamo stati da libri e parole ci siamo dimenticati le altre realtà.
Ma Diego ha accolto la mia richiesta di segnalarmi una pagina che a mia volta vi segnalo, con un post scriptum:
w le donne
La pagina è questa, è la pagina di una make up artist che posta contenuti e idee per le donne, per prendersi cura di se stesse.
Io che non so fare quasi niente con le mani, a parte forse cliccare sui tasti di un computer, ne sono rimasta molto affascinata!

E a proposito di donne, ci vediamo domani con il consiglio terapeutico di Maria Serena Battaglia!

Giuliana

Se volete acquistare La gioia di scrivere su Amazon, questo è il link:

16 dicembre

Il 16 dicembre ci consiglia il libro terapeutico per il nostro Avvento dei Libri, uno scrittore che non conosco personalmente ma che ho imparato ad apprezzare attraverso alcuni suoi libri, Soave sia il vento e La macchina del tempo esiste già, Francesco Pomponio.

Io credo alla frase di Buddha “Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo“, così pensate che belle le amicizie nate grazie, attraverso le belle parole!

Il libro che ci consiglia Francesco Pomponio è:

Le sette regole per avere successo, Stephen Covey, Franco Angeli Editore.

Anche se dal titolo può sembrare tutta un’altra cosa, il classico libro di management della domenica, è in realtà un manuale di vita.
A me personalmente ha cambiato la vita perché mi ha fatto ritrovare, messe in ordine, le cose che avevo sempre pensato ma che stavano confuse nella mia testa.
E’ un libro che non va letto e basta, va messo in pratica.
Si basa sui principi universali che sono comuni a tutti i popoli, a prescindere dalla razza, dalla religione e dal colore.
Inoltre l’autore, morto da poco, prende in considerazione le sette abitudini che dovremmo acquisire per una vita più ordinata ed efficace.
Infatti nell’originale il titolo era “Le sette abitudini della persona veramente efficace”.
E’ un libro molto facile da leggere, ma molto più profondo di quello che sembra. Non per niente è stato saccheggiato da molti consulenti che lo spacciano per farina del loro sacco.
Il presupposto per leggerlo è di voler poi mettere in pratica. Secondo me è il libro che mi porterei nella classica isola deserta. Insieme a pochissimi altri.
A me ha aiutato moltissimo. Ripeto che è uno di quei libri che ti cambiano la vita, se letto con la mente aperta e disposta a cambiare le proprie abitudini e convinzioni.
Francesco

 

La parola che si aggiunge alla lista di ieri, 15 dicembre, è PRIMA; avranno un bel da fare i miei bimbi a trovare la giusta combinazione delle parole .

La storia che ho messo nel calendario dell’Avvento l’ha scritta il mio amico di parole, Francesco Pomponio.

Ho fatto questa scelta di leggere loro non solo racconti per bambini, qualcosa non l’avranno sicuramente capita, soprattutto il piccolo Simone che ha cinque anni e mezzo e la testa tra le nuvole (tutto la mamma ), però mentre venivano lette loro parole e frasi anche difficili e poco chiare, li ho visti attenti, curiosi e questo a volte mi è bastato.

Letterina di Natale di Francesco Pomponio

Non c’è niente di speciale in un pomeriggio così.
A parte che è Natale.
Lo so, farò dei pensieri che nessuno metterebbe in un libro, non sono per niente originali e forse neanche varrebbe la pena di scriverli.
Ma io non voglio essere originale, non mi interessa più.
Sono qui, seduta davanti alla finestra a guardare il cielo grigio.
E ho nostalgia di te.
Chissà se tanti anni fa qualche altra ragazza aspettava come me che qualcuno la chiamasse il giorno di Natale per farle gli auguri…
Nella casa aleggia l’odore del tacchino e dei dolci, e le dita mi profumano di mandarino.
Fuori dai vetri vedo le strade vuote e la neve che continua piano a scendere come a ogni Natale che si rispetti.
La gente trascorre in casa questo pomeriggio di festa che potrebbe essere l’ultimo per chissà quanto altro tempo.
E pensare che due anni fa sembrava non ci potesse essere altro che pace in futuro.
E adesso mi ritrovo ad aspettarti senza sapere fino a quando.
Questi fogli di carta li ho rubati a mio padre e ti sto scrivendo una lettera.
Sì, una lettera, anche se non si usa più. Forse neanche la spedirò, però devo scriverla, se non per te almeno per me.
Un giorno, quando avremo i nostri figli, potremo far finta di arrabbiarci scoprendoli a leggerla di nascosto.
Se faremo in tempo ad avere dei figli. Se ce ne daranno il tempo.
Ma quest’ultima frase la cancellerò, non posso intristirti con le mie preoccupazioni mentre invece dovrei esserti di conforto.
In fondo sei lì per fare in modo che noi quaggiù si possa avere altri pomeriggi noiosi e tiepidi come questo.
Mia madre in cucina guarda la televisione, le solite trasmissioni che alla fine neanche ti ricordi di che trattavano. Però ti tengono compagnia.
Non si può essere sempre colti e impegnati, a volte una battuta cretina ti strappa una risata cretina, ma è tutto quello che riesci a fare con lo stomaco pieno e lo sguardo pesante.
Come il cuore.
Ma le madri non capiscono, mentre invece io i miei figli li capirò.
O forse capisce anche lei ed è per questo che abbassa il volume della TV ogni volta che c’è il notiziario…
Ne danno uno ogni mezz’ora, sempre le stesse notizie e decine di persone che ci ricamano sopra con l’intenzione di tranquillizzare, mentre invece mi fanno preoccupare di più.
Vorrei che non dicessero niente, tanto le brutte notizie arrivano lo stesso.
Ma forse dovrei davvero gettarla questa lettera, la sto rileggendo e mi accorgo che non e’ quello che volevo dirti.
Ma come faccio a dirlo?
Come posso scrivere che ho nostalgia di quella volta che facemmo la spesa insieme al supermercato, una vigilia di Natale?
Si può avere nostalgia di un supermercato? Allora non mi sembrava così bello quel momento, mentre adesso ricordo anche il vento gelato che spazzava il parcheggio, come ora le strade, e i ragazzini che aiutavano le mamme cariche di torroni e di giochi.
Fingemmo di credere a Babbo Natale e ci facemmo la foto insieme a lui.
Ora ce l’hai tu.
Camminavamo verso la macchina e tu mi portavi le buste della spesa.
Dappertutto si cantava, si scriveva, si declamava: “Pace in Terra”.
Bene, la pace in Terra l’abbiamo ancora.
Ma per averla tu stai lassù, su chissà quale stella, insieme a tanti altri come te.
Dentro un guscio di noce che chiamate astronave.
E per farmi gli auguri il giorno di Natale hai dovuto registrarli un mese prima perché le onde radio fanno una strada diversa dalle astronavi.
Tanto valeva mi mandassi una lettera, almeno avrei avuto qualcosa toccato da te.
Ma intanto l’apparecchio suona e lo schermo si illumina.
Se non sono brutte notizie allora spero che sia tu, pure se di un mese fa.

 

A domani con il consiglio terapeutico di Diego Vitali!

Giuliana

 

15 dicembre

Il libro terapeutico di oggi, 15 dicembre, ce lo consiglia Eleonora Piras, presidente dell’Associazione di promozione sociale Alma Mater di Rieti.
alma-materQuesta associazione si occupa di sostegno alla buona nascita e alla genitorialità consapevole, supporto delle mamme in allattamento e una miriade di altre nobilissime e difficili attività di sostegno alle donne e alle mamme
(Alma Mater).

Eleonora Piras ci consiglia:

La chimica della calma. Smettere di preoccuparsi e cominciare a vivere pienamente, di Emmons Henry

“Gli effetti debilitanti dello stress possono mettere a repentaglio benessere, salute, longevità, produttività e relazioni personali. In “La chimica della calma” il dottor Henry Emmons presenta il suo Programma di Resilienza: un trattamento creato per alleviare l’ansia e recuperare la salute fisica e mentale. Questo programma, che guida il lettore passo dopo passo verso la tranquillità mentale e la sicurezza emotiva, si concentra sui metodi per creare la stabilità in grado di sconfiggere l’ansia nella vita di tutti i giorni grazie alle più recenti scoperte in fatto di: alimentazione, esercizio fisico, consapevolezza con tecniche di meditazione per donare calma al corpo e al cervello.”

Oggi i miei bimbi hanno trovato, nel loro calendario dell’Avvento, la parola coincide e la storia presa dal web, intitolata “Non arrendersi mai”.

NON ARRENDERSI MAI

C’erano una volta due ranocchie che caddero in un recipiente di panna. Immediatamente intuirono che sarebbero annegate: era impossibile nuotare o galleggiare a lungo in quella massa densa come sabbie mobili. All’inizio, le due rane scalciarono nella panna per arrivare al bordo del recipiente però era inutile, riuscivano solamente a sguazzare nello stesso punto e ad affondare.

Sentivano che era sempre più difficile affiorare in superficie e respirare. Una di loro disse a voce alta: «Non ce la faccio più. È impossibile uscire da qui, questa roba non è fatta per nuotarci. Dato che morirò, non vedo il motivo per il quale prolungare questa sofferenza. Non comprendo che senso ha morire sfinita per uno sforzo sterile».
E detto questo, smise di scalciare e annegò con rapidità, venendo letteralmente inghiottita da quel liquido bianco e denso.

L’altra rana, più perseverante o forse più cocciuta, disse fra sé e sé: «Non c’è verso! Non si può fare niente per superare questa cosa. Comunque, dato che la morte mi sopraggiunge, preferisco lottare fino al mio ultimo respiro. Non vorrei morire un secondo prima che giunga la mia ora». E continuò a scalciare e a sguazzare sempre nello stesso punto, senza avanzare di un solo centimetro. Per ore ed ore! E ad un tratto… dal tanto scalciare, agitare e scalciare… La panna si trasformò in burro. La rana sorpresa spiccò un salto e pattinando arrivò fino al bordo del recipiente. Da lì, non gli rimaneva altro che tornare a casa gracidando allegramente”.
Jorge Bucay

 

Bene, facciamo il riepilogo delle parole trovate finora nel Calendario dell’Avvento dei miei bambini.

lavvento-dei-libri

 

 

 

Vi ricordate? Tutte le parole, il 24 dicembre, formeranno una frase (L’Avvento dei libri).
Provate a costruirla con noi?

MOMENTO
VITA
SECONDO
IN
SECONDO
IL
NON
FELICE
DELLA
BOCCA
IL
PIU’
IL
SECONDO
COINCIDE

A domani con il consiglio terapeutico di Francesco Pomponio!

Giuliana

14 dicembre

Il 14 dicembre del nostro Avvento dei Libri è dedicato ai consigli di Piera Rossotti Pogliano, Direttore Editoriale della Edizioni Esordienti E-book.
Consigli, esatto, avete capito bene, ce n’è più di uno perché è quasi Natale e, secondo la visione mia e di My Therapy is a Book, a Natale si regalano libri!
Ve lo ricordate il libro di Erri De Luca I pesci non chiudono gli occhi?
Si amavano quei due. Si regalavano libri.
Ecco, amarsi è regalarsi libri.

Dunque, l’editore Piera Rossotti, nostro ospite di oggi 14 dicembre, ci consiglia questi libri, che potete acquistare dal sito Edizioni Esordienti E-book:

Chiara Curione, La sartoria di Matilde. ROMANZO

La sartoria di Matilde è una storia d’amicizia, dolceamara come la vita. Lisa, una signora di mezza età che ingurgita patatine, dolci e psicofarmaci per combattere le proprie insoddisfazioni e insicurezze, si trova costretta a lavorare dopo il fallimento della ditta del marito e assiste una signora anziana, ma sempre attiva e operosa, Matilde. Tra le due nasce, a poco a poco, un’amicizia che aiuta Lisa a riacquistare la serenità, l’autostima ed anche un rinnovato rapporto col marito, mentre per Matilde chiacchierare con Lisa occupandosi delle faccende domestiche o degustando un gelato al caffè del centro del paese diventa l’occasione per far riemergere a poco a poco un passato doloroso, ma anche una vita vissuta senza mai dimenticare che i valori veri sono la capacità di amare e di perdonare. È questo il grande messaggio che Matilde lascerà a Lisa… insieme a molto altro, perché una fata buona può anche prendere l’aspetto di un’arzilla ottantenne golosa di gelato alla nocciola…
Scritto sotto forma di diario di Lisa e sviluppato secondo una struttura circolare, La sartoria di Matilde è una storia semplice e bella, di quelle che fanno bene al cuore.

 

Elena Moscardo, I nostri scarponi sulla Via Francigena. ESPERIENZA E TESTIMONIANZA

In questo libro l’Autrice racconta il suo pellegrinaggio su un tratto della Via Francigena verso Roma, così come lo ha organizzato e vissuto insieme al marito Alessandro nei venti giorni delle loro ferie estive. Partiti da Modena l’8 Luglio 2000 con i loro zaini pesanti, ma scrupolosamente organizzati, hanno percorso a piedi circa 380 km. Essendo pellegrini moderni, la loro attrezzatura era diversa da quella dei pellegrini che, nel Medioevo, hanno percorso le stesse strade, ma sicuramente sono stati guidati nel cammino dallo stesso Spirito di Fede.
Le fatiche e le difficoltà del viaggio sono state, per Elena e Alessandro, l’occasione per mettersi in gioco, sia come individui, sia come coppia, dovendo dar prova di perseveranza e forza di volontà, di fiducia nelle loro capacità, di umile accettazione anche dei momenti di debolezza e di impotenza di fronte agli elementi della natura, senza mai perdere la fiducia in Chi guidava i loro passi, e sono usciti da questa esperienza più uniti e più forti.
Nel diario del loro viaggio ci sono i luoghi pieni di storia e la bellezza dei paesaggi naturali che hanno attraversato, ma ci sono soprattutto gli incontri, molte volte fortuiti, con moltissime persone diverse, generose, interessate e desiderose di capire cosa mai avesse spinto quella giovane coppia a fare una scelta così insolita e difficile, una scelta di fatica e di lentezza, dove oggi tutti cercano la facilità e la velocità, la scelta di un’esperienza di Fede da vivere in profondità, dove oggi si sceglie, troppo spesso, una facile superficialità.

 

Davide Baraldi, Swatch (disponibile anche in cartaceo) ROMANZO

Questo è un romanzo scritto da un giovane parroco. Di solito, i preti scrivono libri di teologia, invece questo è un bel romanzo per giovani adulti, e racconta la storia di due ragazzi e dei loro amici nel momento del passaggio dall’adolescenza al disincanto dell’età adulta, in cerca di più vere e nuove risposte riguardo alla felicità, allo scorrere del tempo, a Dio e alla vita. Il vero attore nascosto di questo libro, molto originale anche come ambientazione (tra scoutismo e squadre di football americano) è il tempo. Questo libro, che ho definito “per giovani adulti”, è stato in realtà letto con grande interesse da persone che l’età adulta l’hanno passata da un pezzo (per esempio mia madre, che ha 86 anni).

 

Andrea Leonelli, Aperti ermetismi. (Silloge di poesie, disponibile anche in cartaceo). POESIA

La nuova silloge di Andrea Leonelli costituisce il seguito di un cammino intrapreso da tempo con le precedenti raccolte poetiche, pellegrinaggio catartico che l’Autore compie dentro di sé, per svelare, rendere accessibile e comprensibile, tutto ciò che è chiuso, nascosto, sepolto nel profondo. È questo il senso degli “aperti ermetismi”: un percorso di conoscenza e autocoscienza che il lettore è invitato a percorrere insieme al poeta, con spirito di condivisione e di partecipazione.
Uscito indenne da un infarto che lo ha colpito prima dei quarant’anni, Leonelli ha sviluppato una visione della vita più serena e più vera, più ricca di relazioni umane, da uomo che vuole guardarsi riflesso in uno specchio e riconoscersi.

Piera Rossotti
Edizioni Esordienti E-book

I miei bimbi oggi ancora non hanno curiosato nel loro calendario, ma al ritorno da scuola troveranno la parola SECONDO e questa breve storia presa dal web:

QUAL’E’ LA COSA PIU’ FORTE ?
Un giorno un ragazzo chiese al vecchio saggio del paese quale fosse la cosa più forte.
Il saggio dopo qualche minuto gli rispose:
Le cose più forti al mondo sono nove:
“Il ferro è più forte, ma il fuoco lo fonde.
Il fuoco è forte, ma l’acqua lo spegne.
L’acqua è forte ma nelle nuvole evapora.
Le nuvole sono forti ma il vento le disperde.
Il vento è pure esso forte ma la montagna lo ferma.
La montagna è forte, ma l’uomo la conquista.
L’uomo è forte ma purtroppo la morte lo vince”.
“Allora è la morte la più forte!”
– lo interruppe il ragazzo –
“No” – continuò il vecchio saggio –
“l’amore… sopravvive alla morte!”
(Anonimo)

 

A domani, con il consiglio terapeutico di Eleonora Piras!

Giuliana

My Therapy, Benessere a portata di libro

13 dicembre

Il 13 dicembre, oltre che un anticipo di festa per la mia bambina Lucia, è il giorno in cui ci consiglia il libro terapeutico la conduttrice di Radio Capital, Doris Zaccone, speaker, autrice, giornalista, ma soprattutto ideatrice del meraviglioso Capital in the world, io lo adoro, che vi devo dire, occhi chiusi, un leggero sorriso, storie da raccontare, posti da vedere, cibi, tradizioni, storie, storie, storie, sempre con gli occhi chiusi, immagini nitide pur se mie solo di riflesso, un luogo per sognare, soprattutto per chi come me viaggia poco e niente con il corpo, ma si sa mettere bene a disposizione, con l’anima, di racconti di altrui viaggi.

doris

Doris Zaccone consiglia, per il nostro Avvento dei Libri:

Stoner, di John Williams.

Ti senti addosso tutto il dolore del mondo e provi empatia, compassione, vicinanza per gli esseri umani. Grazie a questo libro il dolore non ti allontana dagli altri, ma ti avvicina. E quando lo finisci sai che c’è un piccolo Stoner dentro di te e hai voglia di accarezzarlo e di incoraggiarlo ad essere felice.
Doris

 

I miei bimbi oggi hanno trovato la parola IL (domani facciamo il riepilogo delle parole trovate finora, tanto per farci un’idea di che frase andremo a costruire!) e una storia, presa dal web, che insegna che non si può essere felici se gli altri sono tristi.

UBUNTU
Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta. Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio. Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero: “UBUNTU: come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?”

(Ubuntu, nella cultura africana sub-sahariana, significa “Io Sono, perché Noi Siamo!”)

 

A domani con il consiglio terapeutico di Piera Rossotti Pogliano di Edizioni Esordienti E-book!

Giuliana

My Therapy is a book: il benessere a portata di libro

11 dicembre

Mi piace quando conosco persone attraverso i loro libri, persone che poi mi presentano persone che scrivono libri!
Così è avvenuta la conoscenza di Marta Mentasti, una “mentastica” tipa della mia città, bella, ironica e colta che ha scritto un libro di fiabe che mette insieme realtà e fantasia, amicizia e onestà, natura e benessere.
Vi consiglio di cuore Le piantafavole per i bambini a cui vorrete comprare un regalo per Natale; a mia figlia, che pure è grandicella, lo gnomo Babò è rimasto nel cuore.

Marta Mentasti ci consiglia il libro terapeutico di oggi, 11 dicembre:

L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera

Un grande classico, da rileggere per chi lo conosce, perché ogni volta ha un sapore diverso, e da leggere per chi si approccia per la prima volta al maestro Kundera. Io lo definisco un trattato filosofico-amoroso.

Marta

Lucia e Simone, i miei bambini, oggi nel loro calendario dell’Avvento hanno trovato cioccolatini, la parola IL e la famosa poesia  “Ti meriti un amore”.
Questa poesia, che molti attribuiscono a Frida Khalo, ma che è in realtà di Estefania Mitre, giovane artista messicana, è dedicata soprattutto a Lucia, che non dovrà accontentarsi mai, ma anche a Simone, uomo di domani che merita un amore “perfetto per la sua pelle”, lui che avrà anche la responsabilità in più di uomo che appoggi, rispetti, accompagni, protegga.

Ti meriti un amore

Ti meriti un amore
Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.”
Estefania Mitre

A domani con il consiglio terapeutico di Gian Luca Diamanti!

Giuliana

10 dicembre

I social network hanno dei pregi e molti difetti, conta spesso solo l’apparenza, ci si fraintende e si rischia di perdere di vista la sostanza delle cose, delle parole, delle situazioni, delle persone.
Eppure capita di trovare nel mucchio qualcuno che sembra parlare la tua stessa lingua di emozioni e sacralità di parole mai spese a caso.
In questo, chi segue My Therapy lo sa, il mio maestro preferito è Erri De Luca e con la scusa di Erri ho trovato un gruppo che è lì a spargere in giro i semi dei fiori che Erri pianta.
Nel bel mezzo di questo gruppo ho trovato Sonny Lau, che ci consiglia il libro terapeutico del 10 dicembre.
Nel mio intimo avevo la speranza, la quasi certezza che fosse un libro di Erri.
Ma voi lo immaginavate un Avvento dei Libri senza libri di Erri De Luca?
Eh, io no eh.

Se dovessi scegliere un libro che, veramente, ogni volta che rileggo cura la mia anima ma la mette anche a dura prova emozionale è “Non ora,non qui”.
E’ terapeutico perchè ogni volta mi insegna come si fa a ricordare, com’è bello e com’è anche necessariamente doloroso ricordare la propria terra, la propria famiglia, la propria infanzia.
Sonny Lau

Oggi i miei bimbi hanno trovato la parola BOCCA, un po’ di caramelle, uno stencil di Babbo Natale e un paragrafo tratto da “Il giorno prima della felicità“:

“Per forza vuoi trovare un santo.
Non ce ne stanno e nemmeno diavoli.
Ci sono le persone che fanno qualche mossa buona e una quantità di cattive.
Per farne una buona ogni momento è giusto, ma per farne una cattiva, ci vogliono le occasioni, le comodità.
La guerra è la migliore occasione per fare fetenzie. Dà il permesso. Per una buona mossa invece non ci vuole nessun permesso.”
Erri De Luca

A domani, con il consiglio terapeutico di Marta Mentasti!

Giuliana

9 dicembre

Ospite d’onore del 9 dicembre dell’Avvento dei libri di My Therapy è Márcia Theóphilo, poetessa e antropologa brasiliana, candidata al premio Nobel per la letteratura.
Tutta la sua opera ruota sulla foresta amazzonica, le sue genti, i suoi fiumi, le sue specie animali e vegetali, le sue leggende e la salvaguardia di questo patrimonio immenso dagli scempi e dalle aggressioni.
Oggi Márcia ci consiglia la sua opera:

Amazzonia, l’ultima arca, prefazione di Walter Pedullà, Passigli Poesia

 

Noi sognatori siamo i sensi dell’universo, qualcosa di più della scienza.
Siamo l’anima della materia.
Siamo imprevedibili e profondi quanto l’universo infinito.

 

Io sono pietra e vivo in ogni angolo.
Sono un uccello e non conosco l’inverno.
Sono aria,acqua e vengo dalle viscere della terra.
Io sono vivo ed voglio che lo sappiano, l’umido della pioggia, il calore e la frescura del vento.
Sono un uccello che vola solo perchè è tutto.
Sono il frutto d’un albero.

 

Solo quando il sistema stesso riuscirà a capire che le piante non sono solo ornamento e paesaggio, ma esseri vivi sacri e anche vita e ossigeno, quando capirà che violare l’infanzia è mettere a repentaglio anche il futuro degli adulti, solo allora le cose possono cambiare.
E spero che sia presto.

                                 Márcia

 

I miei bimbi hanno trovato nella casella numero 9 del loro calendario i cioccolatini di rito, la parola DELLA e la poesia di Márcia Theóphilo, Oceano di Alberi.

Che bello scoprire che anche le parole e le storie e la poesia sono diventate di rito!

Giuliana

8 dicembre

C’è il mio luogo del cuore, che non è solo Cascata delle Marmore, sapete, ma è anche un luogo di profumi, silenzio a richiesta, feste, freddo, amici di sempre, un luogo senza tempo, parzialmente incrinato da crepe di terremoto e ben solido nei cuori di tutti, ma inutile che mi ripeta, dicevo già tutto qui: San Clemente di Leonessa.

Un’amica del cuore del mio luogo del cuore ci consiglia il libro terapeutico di oggi 8 dicembre, lei si chiama Luigina Renzi ed è insegnante di Scienze al Liceo scientifico di Spoleto.

Il Libro è

Accabadora, di Michela Murgia.

E la storia di una bambina che viene data dalla madre in consegna alla zia, una “fill e anima”… lo spaccato di una società visto dagli occhi di una bambina cresciuta velocemente.

 

Sono finalmente tornata a casa e ho letto ai miei bambini la storia zen Perché vai in bicicletta, il piccolino non ha ben capito di che si stava raccontando, ma la grande ha vagamente intuito che per essere felici bisogna vivere il momento presente, unicamente col fine di vivere il presente.

La parola che hanno trovato nel loro calendario dell’avvento insieme ai cioccolatini di rito è, per rimanere in tema, felice.

Tutte le parole che abbiamo trovato fin qui e quelle che troveremo fino al 24 formeranno una frase, ci aiuterete a comporla?

A domani, con il consiglio terapeutico di Marcia Theofilo!

Giuliana

7 dicembre

Il 7 dicembre è un giorno dedicato a Gemma Edizioni, una realtà giovane, piena di entusiasmo, di visione positiva della vita, di cura e conoscenza delle parole, una realtà che si reifica, non sono solo parole ma atti concreti, progetti tangibili, in direzione del sogno, della scrittura, di un mondo migliore.

Il Progetto Scuole di Gemma Edizioni è fantastico.

Coinvolge gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado e, in collaborazione coi professori, mira a realizzare una pubblicazione di favole e di racconti scritti dai ragazzi, con l’obiettivo di trasmettere “l’importanza della letteratura, autostima ed una conseguente crescita interiore e culturale”.

Io penso sia meraviglioso tutto ciò.

Per l’Avvento dei libri di My Therapy, oggi Gemma Gemmiti, la fondatrice, ci consiglia un libro terapeutico della Gemma Edizioni:

{n}VITE Raccolta di Racconti AA.VV.

Un libro in cui ci si ritrova e ci si sente meno soli.Ci sono infinite Vite.
Sono vite fatte di viaggi e di ritorni,
d’incontri e di abbandoni,
di amore e di coraggio.
{n} sta per ennesimo.
{n} sta per numero naturale
che parte da zero e tende ad infinito.

I miei bimbi, nel nostro speciale Calendario dell’Avvento fatto di libri e parole, oggi troveranno la parola NON e la storia Il gatto Yogurt e la felicità.

 

A domani con il libro terapeutico consigliato da Luigina Renzi!

Giuliana

5 dicembre

Avevo un cane speciale, sensibile e delicata nelle relazioni, tanto che feci alcuni studi sulle attività e terapie assistite con gli animali e subito dopo feci degli esperimenti, dei giochi più che altro, momenti di gioco e relax, pura emozione soprattutto con chi aveva le emozioni sepolte sotto una crosta di rughe, gli anziani di una residenza protetta in cui lavoravo come psicologa.

Gli studi mi portarono a conoscere una fisiatra, Chiara e uno zooantropologo, Nicola e di conseguenza conobbi anche l’Istituto di Formazione Zooantropologica (www.siua.it) fondata dall’etologo Roberto Marchesini, che grazie a Nicola potei conoscere in un congresso a Bellinzona.

La zooantropologia è “la disciplina che si occupa della relazione tra l’essere umano e le altre specie“, considerando valore la diversità specie specifica e l’approccio rispettoso per le diversità di ciascuna specie.

Poi il mio cane speciale se ne andò e ne arrivò un altro, grazie a Silvia.
Un pelosissimo e candido batuffolo che ha sovvertito tutte le mie convinzioni sui cani, ha scombinato casa, famiglia e relazioni e siccome io avevo fortissimamente voluto un compagno di vita per i miei bambini, ma il candido animale tutto sembrava tranne che aver voglia di bambini, ho deciso di affidarmi a mani esperte, a competenze approfondite che mi aiutassero a capire il piccolo cane pazzerello e a gestire meglio le relazioni.

Dopo diversi tentativi non molto fruttuosi ecco che trovo lei, Barbara Corrai, Educatore cinofilo Siua della mia città, Terni. Per me “Siua” era una garanzia, così senza esitare Barbara cominciò a far parte delle nostre relazioni umano-canine un pò scombinate.

barbara-corrai

 

Ebbene, il piccolo peloso Biagio cominciò ad essere decifrato, una vota capito è stato facile rispettare le sue necessità, la voglia di spazio, il bisogno di conferme, l’essere un pò restio alla manipolazione fisica e così via.

 

 

Tornando al nostro Avvento dei Libri, oggi ci lasciamo consigliare un libro proprio da Barbara Corrai.

Ricordi di animali, di Roberto Marchesini.

Un romanzo biografico del Fondatore della approccio cognitivo-zooantropologico in pedagogia cinofila. Bello avvincente e terapeutico perché ci racconta come il rapporto con gli animali possa aiutarci a vivere meglio, poi in contatto con noi stessi e quindi più felici!

Barbara

Oggi i miei bimbi hanno trovato nella casellina numero 5, oltre i cioccolatini, la parola SECONDO e due poesie di Lord Byron, quella che dedicò alla Cascata delle Marmore e quella che dedicò al suo cane.

Lord Byron, la Cascata e un Cane.

Cominciare la giornata con parole così belle e commoventi fa tornare a guardare il mondo dalla giusta angolazione.

PS: se volete seguire l’Avvento dei Libri sappiate che My Therapy is a Book è presente sui vari social, seguiteci e avrete tante belle idee per i regali di Natale.

A domani con il consiglio terapeutico di Roberta Isceri!

Giuliana

4 dicembre

Sarà stato il 4 dicembre di vent’anni fa, circa.
Ero in una grande libreria, che oggi non c’è più, della stazione Tiburtina a Roma, avevo appena cominciato l’università e respiravo il profumo dei libri tra un treno in leggero ritardo e un altro treno ancora più in ritardo.
Mi arrivò tra le mani questo libro, Io sono quello che scrivo, la scrittura come atto terapeutico di Elisabetta Bucciarelli: l’Universo mi aveva appena fatto un regalo e indicato una strada, ma io, distratta com’ero, non colsi il messaggio.
Ci sono ritornata anni e esperienze dopo, alla magia e al potere curativo delle parole, per fortuna.

elisabetta-bucciarelli

Elisabetta Bucciarelli resta un simbolo per la mia esperienza di vita, dunque.
Ho il suo “La resistenza del maschio” nel mio kindle nuovo di zecca, pronto per essere letto.

Il 4 dicembre di quest’anno, oggi, è proprio Elisabetta Bucciarelli a consigliarci il libro terapeutico:

Mio figlio mi adora, Laura Pigozzi, Edizioni Nottetempo.

Un libro capace di capovolgere l’idea di famiglia. Scritto da una terapeuta, è un rimedio efficace contro il luoghi comuni su maternità e super mamme inclusive. Consigliato a chi ha figli, a chi è figlia o figlio, a chi non li vuole, a chi li vorrebbe. E soprattutto ai padri.

Elisabetta Bucciarelli

 

Per chi si fosse aggiunto alla lettura solo oggi, ricordo che stiamo riempiendo l’Avvento di parole, poesie, libri, amici: L’Avvento dei Libri.

Oggi i miei bimbi hanno trovato una parola cortissima nella casella del Calendario dell’Avvento, il piccolino l’ha letta da solo e tutti e due si sono sorpresi della sua brevità e della sua bellezza:

in

Ho letto loro Desiderata, un’altra poesia forse troppo difficile per bambini di 5 e quasi 9 anni, ma hanno compreso bene il significato della frase
“Sforzati d’essere felice”.

A domani con il consiglio terapeutico di Barbara Corrai!

Giuliana