L’anima mia

l'anima mia
Questo è un sito di bookcounseling e libroterapia: si consigliano libri per alleviare certi disagi psichici e vivere felici.
Ma mi prendo uno spazio per una delle terapie più efficaci che conosca, utili per l’anima mia.
L’acqua, il suo fragore, i colori, le piante, i profumi, persino la “profumata terra” (cit. Archeofantasia), persino i volti dei visitatori alla Cascata delle Marmore.

Questo che vi copio qui è il progetto in atto che riguarda questa grande terapia.

“L’anima mia”. Viaggio, in quattro stagioni, nei volti dei visitatori della Cascata delle Marmore

Partiamo dai “piccoli tesori di una passeggiata parigina”, foto d’autore di Robert Doisneau che provava “l’effimero piacere di un’immagine rubata di sfuggita” e voleva fotografare “i gesti normali di gente normale in situazioni normali”. Lo faceva con delicatezza, con approccio gioviale e cordiale, tanto che i protagonisti accettavano con piacere l’invito del fotografo a prendere parte alle sue “brevi storie visive”.
Con questa esperienza proponiamo l’idea di un’altra forma di visita alla Cascata, quella secondo cui visitare il parco è quasi un modo di guardarsi dentro, una sorta di terapia per portare alla luce l’oscurità dei propri abissi, riempirli di luce e di acqua.
E’ un viaggio di scoperta, di riscoperta. Un viaggio nella quotidianità con amore e consapevolezza, un viaggio di conoscenze nuove che cambieranno per sempre il nostro vivere.
I volti delle persone fotografati riflettono la bellezza che si vede da fuori e che d’un tratto contagia il proprio viso. E il mondo intero. E l’anima di ciascuno, che, in un circolo virtuoso, fiorisce sui volti fotografati.
Partendo dalle parole di Carl Gustav Jung (“Devo imparare che dietro a ogni cosa da ultimo c’è l’anima mia, e se viaggio per il mondo ciò accade in fondo per trovare la mia anima”), vogliamo articolare il progetto nelle quattro stagioni, fotografando soggetti diversi per ognuna di esse, in uno schema così suddiviso.
– Autunno, la Riscoperta (i marmoresi riscoprono i tesori e l’amore della loro terra più prossima)
– Inverno, la Quotidianità e la Cura (i lavoratori di Marmore Falls si occupano di questa terra quando il mondo sembra essersene dimenticato)
– Primavera, il Risveglio (i ternani riscoprono il privilegio di una cornice eterea alla propria città d’acciaio)
– Estate, l’Assalto e la Folla (i turisti arrivano, passano, se ne vanno, portando con sé emozioni di un viaggio dentro se stessi).

Edy Mostarda Photographer & Giuliana Pitti

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