Aloe

foto dal web

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L’utilizzo dell’aloe risale a 6 mila anni fa, conosciuta come pianta dell’immortalità dagli antichi egizi, usata per i processi di imbalsamazione, citata anche nella Bibbia, usata insieme alla mirra per preparare il corpo di Gesù per la sepoltura.
Nella cultura Maya era considerata un rimedio per il mal di testa. Ippocrate la cita mettendone in risalto le sue proprietà antinfiammatorie, rigeneranti, disinfettanti e antiscottature, così anche Dioscoride, medico greco autore del più antico trattato di farmacologia, la descrive come pianta di guarigione per piaghe e ferite, sollievo e protezione contro scottature pruriti e infiammazioni cutanee.
E’ indubbio che le varie civiltà le abbiano attribuito poteri “magici, superstiziosi e esoterici”.
Negli ultimi tempi c’è una corrente di pensiero che le attribuisce proprietà antitumorali.
Nonostante le ricerche scientifiche ufficiali non danno chiare risposte ci piace pensare che l’uomo è “fatto per la natura e la natura per l’uomo”, quindi c’è un legame indissolubile, uno scambio biunivoco con le piante.
Affidarsi alle cure di “madre terra” è come tornare nel grembo materno, le cure e le premure di una madre sono uniche al mondo e guariscono lo spirito, placano il cuore, addolciscono la mente, è ciò che ci vuole per superare qualcosa che sembra insormontabile.
In conclusione l’aloe è indubbiamente una splendida pianta da mettere nel proprio giardino, il momento migliore è la primavera, quando il ciclo di vita è attivo e forte, la terra deve essere arenosa e può stare a pieno sole, ciò che teme sono le temperature sotto lo zero.

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