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L’albero inizia a ramificarsi a qualche metro da terra. Anche io faccio così, qualsiasi cosa faccio è a qualche metro da terra, sempre poco aderente alla realtà, coi miei rami mentali che vanno verso il cielo, le nuvole, l’arcobaleno. L’albero unisce cielo e terra, favorisce lo scambio tra cielo e terra e da solo non basta, è vivo solo perché connette cielo e terra.
Eppure le mie radici sono fortemente ancorate al mio terreno, impensabile è il trasferimento in un altro posto perché vivo dell’aria, delle acque, dei colori solo del mio contesto. Le radici nascoste, poi, sono tutto un universo misterioso, sconosciuto.
È simbolo della vita, della forza, della fecondità, è simbolo femminile e materno, i suoi frutti, colti e mangiati, hanno un sapore speciale di autentico.
Alce Nero, uno dei miei cari amici nativi, mette un albero al centro del mondo.
Nello yoga la posizione dell’albero è equilibrio, con un piede appoggiato alla gamba e le braccia tese verso il cielo.
Amo correre sotto gli alberi, mi fanno sentire protetta.
La realizzazione dell’albero di Natale è uno dei momenti di amore e gioia condivisa nella mia famiglia.
Un albero d’ulivo protegge il mio cane, è la sua casa ultima.
I rami sono nascosti dalle foglie, come le emozioni spesso nascoste dal corpo di fuori, ma le foglie si muovono non solo al vento ma soprattutto in base alla struttura che c’è sotto, e la struttura sotto, i rami cioè, hanno preso la forma che hanno per reazione al mondo intorno, come le nostre emozioni, mai davvero nascoste dal nostro viso.
In fondo, ma neanche tanto, la lettura di un libro può essere come l’Albero Terapia, come il vento leggero, la pioggia sottile e l’ovvietà della luce per l’albero sofferente.
Un uomo che soffre pensi al suo contesto.
Sia consapevole di quanto i figli siano per lui terapia che da senso all’esistenza.
Sia consapevole di quanto bene gli faccia una corsa, o qualsiasi altro tipo di movimento, sotto o accanto agli alberi.
Sia consapevole di quanto importante sia l’autenticità di quello che mangia.
Sia consapevole di quanto amore gli porti l’avere a che fare con un animale di casa.
Sia consapevole di quanto bene possa esprimersi – e conoscersi – attraverso l’espressione grafica, il disegno delle sue foglie, o l’espressione musicale, la musica delle foglie che si muovono.
Sia consapevole anche di quanto sia importante la lentezza, il gustarsi lentamente ogni attimo, unico tentativo di tenersi questa vita che sfugge ancora un po’ stretta a sé.
Sia consapevole di quanto un libro possa arricchire l’anima e la mente.
Sia consapevole di quanto sia significativa la connessione tra diversità.
Sia consapevole di quanto sia spettacolare salire in montagna che è ancora buoi e osservare il sorgere del sole.

Domando tante volte alla gente: avete mai assistito a un’alba sulle montagne? Salire la montagna quando è ancora buio e aspettare il sorgere del sole. È uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare, questo spettacolo della natura.
                                                                                          Mario Rigoni Stern

 

Ecco un libro per riconnettersi alla natura, a se stessi.

L’uomo che piantava gli alberi

Giuliana

One Comment

  1. è vero noi siamo legati parte attiva con la natura.. L’eguilibrio lo senti ne momento in qui sei capace di filtrare il dolore .. è dal dolore che poi nascono le emozioni profonte e quello stato imprendibili di felicità…

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