A riveder le stelle, di Aldo Cazzullo, Mondadori, 2020, è un libro probabilmente nato per spingere a leggere Dante e la sua Divina Commedia.

E ci riesce.

Le storie dell’inferno sono dettagliate e con continui riferimenti ai fatti di oggi, la lettura spinge a una riflessione costante, in ogni pagina di questo viaggio, in tempi paralleli, comunque sempre nelle profondità di se stessi, un viaggio destinato a cambiarci, a cambiare la nostra visione della vita.

E a creare l’identità italiana attraverso la creazione della lingua.

Il potere delle parole.

Se tu segui ala tua stella, la tua inclinazione naturale, il tuo percorso, non puoi fallire.

Ci sono anche momenti terapeutici, quei momenti che rendono la lettura un gesto magico, My Therapy, come dico io, ma in fondo è un pò la terapia di tutti, non solo mia.

“La lena m’era del polmone sì munta”: il poeta ha il fiato corto, e si siede a riposare. Virgilio insolitamente lo rimprovera: “Convien che tu così ti spoltre”, scrollati di dosso la poltroneria; restando seduti su cuscini di piume, o sdraiati sotto le coperte, non si conquista la fama; senza la quale non si lascia nulla di sé, ma si svanisce come fumo in aria e schiuma in acqua. E’ tempo di alzarsi in piedi e superare la stanchezza, “con l’animo che vince ogni battaglia”.

“Il mondan romore”, il rumore del mondo, è solo “un fiato di vento, ch’ora vien quindi e or vien quindi”: la gloria è passeggera, il favore del popolo e dei critici va e viene. Questo però non ci esime dall’impegnarci, dall’esercitare ognuno il proprio talento, dal migliorare se stessi e la società.

Anche l’autore ammette che il passaggio più bello dell’intera opera di Dante sia il racconto di Paolo e Francesca, e si dispiace che siano confinati all’inferno.

La vicenda di Paolo e Francesca non è solo un fatto di cronaca, per quanto efferato; è una storia universale. Che ci riguarda tutti, perché tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo smarrito la retta via, la ragione, il buonsenso per inseguire un amore impossibile.

Paolo e Francesca mi fanno tornare in mente gli antichi e dolci versi scritti da Sesto Aurelio Properzio.

E’ un amore impossibile“.

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