4 dicembre

Sarà stato il 4 dicembre di vent’anni fa, circa.
Ero in una grande libreria, che oggi non c’è più, della stazione Tiburtina a Roma, avevo appena cominciato l’università e respiravo il profumo dei libri tra un treno in leggero ritardo e un altro treno ancora più in ritardo.
Mi arrivò tra le mani questo libro, Io sono quello che scrivo, la scrittura come atto terapeutico di Elisabetta Bucciarelli: l’Universo mi aveva appena fatto un regalo e indicato una strada, ma io, distratta com’ero, non colsi il messaggio.
Ci sono ritornata anni e esperienze dopo, alla magia e al potere curativo delle parole, per fortuna.

elisabetta-bucciarelli

Elisabetta Bucciarelli resta un simbolo per la mia esperienza di vita, dunque.
Ho il suo “La resistenza del maschio” nel mio kindle nuovo di zecca, pronto per essere letto.

Il 4 dicembre di quest’anno, oggi, è proprio Elisabetta Bucciarelli a consigliarci il libro terapeutico:

Mio figlio mi adora, Laura Pigozzi, Edizioni Nottetempo.

Un libro capace di capovolgere l’idea di famiglia. Scritto da una terapeuta, è un rimedio efficace contro il luoghi comuni su maternità e super mamme inclusive. Consigliato a chi ha figli, a chi è figlia o figlio, a chi non li vuole, a chi li vorrebbe. E soprattutto ai padri.

Elisabetta Bucciarelli

 

Per chi si fosse aggiunto alla lettura solo oggi, ricordo che stiamo riempiendo l’Avvento di parole, poesie, libri, amici: L’Avvento dei Libri.

Oggi i miei bimbi hanno trovato una parola cortissima nella casella del Calendario dell’Avvento, il piccolino l’ha letta da solo e tutti e due si sono sorpresi della sua brevità e della sua bellezza:

in

Ho letto loro Desiderata, un’altra poesia forse troppo difficile per bambini di 5 e quasi 9 anni, ma hanno compreso bene il significato della frase
“Sforzati d’essere felice”.

A domani con il consiglio terapeutico di Barbara Corrai!

Giuliana

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