3 dicembre

Il libro di oggi 3 dicembre ce lo consiglia Francesca De Santis, una giovane e bella ragazza che faceva servizio civile presso la Cascata delle Marmore,  bella sopratutto dentro, piena di parole e poesie come si è rivelata.

francesca

Parole e poesie che ovviamente mi sono fatta regalare, per regalare a mia volta ai lettori di My Therapy e ai miei bambini.

 

Il libro che ci consiglia è:

UNA BAMBINA di TOREY L. HAYDEN

Torey Hayden ha cambiato la mia vita ma soprattutto quello di migliaia di bambini. I suoi lettori sono milioni ed io mi inserisco come un topino tra di loro, nei pochi angoli stretti rimasti. Sono nata quando la Hayden aveva già smesso di insegnare (ma non di lavorare coi bambini, cosa che fa tutt’ora a 65 anni), di cambiare le cose con la sua pazienza, i suoi metodi innovativi ed il coraggio di pochi. Torey, chiamata per nome familiarmente dai bambini, è stata un’insegnante nelle classi (a volte in delle cliniche) di bambini con disturbi speciali: autistici, ritardi, affetti da disturbi ossessivi-compulsivi, schizofrenici, sessualmente precoci e in special modo muti elettivi. Infatti Torey, a vent’anni, sotto un pianoforte, aveva convinto a parlare una bambina che non riusciva a farlo per ragioni non organiche (mutismo elettivo). Quell’esperienza aveva cambiato la sua vita, si era specializzata in psicologia e, con tre lauree, aveva preso sulle spalle per anni ed anni, i migliori della sua vita, le “classi pattumiera” dell’America feroce degli anni ’70 e ’80. Dopo un po’ di tempo da quegli eventi, con un quaderno tra le mani, ha ridato vita a ciò che nelle sue classi era successo, ha spiegato al mondo che i bambini di cui si era occupata erano meravigliosi e pieni d’amore, disperazione e paure come tutti gli altri. Che una bassa considerazione del prossimo, seppur bambino, non valeva l’abbandono. Ha aiutato a dare un futuro a migliaia di bambini cui il destino sembrava averlo negato, ad alcuni migliorando la loro condizione e ad altri riuscendo, con il potere della tenacia, a guarirli. Servono i suoi libri per capire alcune realtà, per sentire come l’amore abbia un potere magistrale sugli eventi, come la compassione fine a se stessa non significhi un valido aiuto. “Una bambina” è stato il suo esordio, il momento in cui il quaderno è divenuto, in otto giorni, un manoscritto. Dopo appena 40 giorni un libro. E da lì moltissimi altri. E’ un’ode ai sopravvissuti, a coloro che senza voce vincono le battaglie con l’aiuto di chi, davvero, riesce a fare miracoli. Quando finisce la storia il cuore gorgoglia e la quarta di copertina dà ragione all’anima che rimane affascinata, colta di sprovvista, sopraffatta. Illuminata. “La maestra dei miracoli” gli occhi leggono chiudendo il libro. E di miracoli, il mondo di oggi, ne ha bisogno. Anche se avvenuti molti anni fa, in piccole aule, tra piccoli banchi, sopra seggioline su cui sedevano grandi esseri umani.

Francesca

Oltre ai cioccolatini, oggi i bimbi hanno trovato la parola

Secondo.

 

 

Infine, curiosando nelle capienti caselle del Calendario dell’Avvento, hanno trovato non una storia ma una poesia, scritta proprio da Francesca De Santis.

Leggere d’amore e di guerra di prima mattina ai miei figli è stata un’esperienza particolare, piena di sentimento, loro due son stati li a sentire, immobili, con lo sguardo intento, mi hanno premiato per aver osato leggere loro una poesia non facile, bellissima e intensa.

La magia delle parole.

NELL’ABBRACCIO DEL DOMANI

Le senti queste bombe?
Ma Dio ci vede?
Ti stringo silenzioso
mentre cerco di amarti
in mezzo al sangue.
Troppe stelle per questo cielo,
una per ogni morto della terra
che vola lassù.
Il dolore esplode
e tu rimani qui.
E ti ascolto.
E cerco i tuoi occhi anche nel buio.
Sono tutto ciò che ho, mi dici.
Lascia che io ti chiami,
lasciami il potere di salvarti.
Lo so, qui, insieme,
senza più forza per alzarci.
Le senti queste bombe?
Fidati, amore mio, fidati.
Domani saremo ancora qui.
Uniti e al sole.
Io in te per regalarti la felicità,
un sogno che valga
la nuvola dell’esplosione.
Oh, l’amore!
Senti come penetra le pareti del suono…
E stringimi ti prego, qui trema ogni cosa!
Dimmi che questa guerra
Fa di me ancora un uomo.
Mentre combatto per essere forte, per liberare da quest’inferno almeno te.
Baciami, toccami, lasciami credere.
Dobbiamo sperare.
Per chi? Per lei.
Perché? Mi chiedi.
Perché avrà i tuoi capelli nostra figlia.
E sorriderà per tutte le volte che il mondo ha impedito noi di farlo.
E le racconteremo di fuochi ed aeroplani.
Di divise logore e strade spente.
Di come noi, nell’eterna pioggia del cielo,
l’abbiamo voluta amandoci con coraggio.

di Francesca De Santis

A domani con il consiglio terapeutico di Elisabetta Bucciarelli!

Giuliana

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