Ora tocca all’imperfetto

L’amore è una bella parola

Ora tocca all’imperfetto è un libro di poesie e io non sono capace di recensire un libro di poesie. Io credo che le poesie dicano di volta in volta quello che abbiamo bisogno di sentirci dire.

Questo libro, Ora tocca all’imperfetto, Cesare Viviani, Einaudi, 2020, letto appena uscito e poi letto ancora e riletto, oggi mi parla di guarigione.

L’armonia di se stessi che non si misura con l’attenzione al consenso, gioia che ognuno ha dentro di sé, “lascia andare via i pensieri”. Trovare pace nei bambini, nei reperti archeologici, nei mosaici dorati, nell’amato bosco. In tutto ciò che libera dal tempo. Entrare piano nel mondo delle fate. 

Qualcuno che dice: “Ricominciamo”.

Ma no, rispondo, troppa fatica,

andiamo avanti, completiamo.

Parole che mi richiamano alla mente un’altra poesia, che ascolto sempre negli ultimi giorni. 

Hai dentro la tua malattia

Hai dentro la tua cura

Hai pioggia dentro il sole

Hai ruggine e caprioleOgni saggezza come ogni follia

La gioia è la sua nostalgia

Quelle parole che non trovi mai

Come quelle che scordare non puoi

Tutto è dentro

(Niccolò Fabi)

Ecco leggere le poesie, trovare rifugio nelle poesie, anche in alcune meno esplicite, che comprendo poco con la logica ma mi risuonano dentro, ecco questo è il mio grande pregio, la mia cura, la strada verso la guarigione (purché a dover guarire non siano le mie imperfezioni).

Perché ora tocca al mio imperfetto. 

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Polissena del Porcello

Un pò di tempo fa ho fatto un corso sui benefici della lettura per i bambini tra 0 e 6 anni. Ho imparato diverse cose, ho fatto scoperte, mi sono meravigliata e mi sono ricordata che non c’è un limite di età per leggere.

polissena del porcello

Ho ricominciato a leggere ai miei figli, due libri diversi, con diversi stati d’animo.

Stamattina io e Simone abbiamo finito Polissena del Porcello, Bianca Pitzorno, 1993.

Stasera sono ancora con quella sensazione di quei libri che li finisci e è come perdere un amico, per Simone è lo stesso, ogni tanto ci ripensa e fa commenti sulla trama e soprattutto non vuole che stasera ne iniziamo un altro (è il segno che vuole stare ancora un pò con questa storia).

E’ difficile raccontare la trama senza il rischio di spoilerare, il rischio non lo voglio correre perché alla fine accadono un pò di “colpi di scena” niente male. In parte attesi, a ben vedere, eppure le ultime pagine tengono col fiato sospeso e il cuore appeso e ho visto con i miei occhi Simone correre alla macchina per finire di leggere questa storia fantastica.

Polissena è una bambina ricca di fantasia, vorrebbe essere una principessa, decide di intraprendere una vita avventurosa senza averne gli strumenti psicologici, cerca le sue origini, è impulsiva, salta subito alle conclusioni, è sensibile e instabile, ma è buona, ha cura del suo porcello, vuole bene alla sua amica, Lucrezia.

Ecco Lucrezia è invece una bambina ricca di strumenti per affrontare le insidie e le sfide del mondo, strumenti tutti evidenti e ben sfruttati, è saggia, ha polso fermo, è solida, logica, paziente, riflessiva, eppure insieme creativa, originale, non si è fatta irrigidire dalla vita dura che le è capitata.

Due personaggi splendidi, in una storia avvincente, un viaggio emozionante che chiude fuori la realtà, come ogni buon libro deve saper fare. Un libro per ragazzi che è un dono per gli adulti. Lo è stato soprattutto per me, che l’ho letto tenendo per mano mio figlio.

Poi, per carità, vado nel bosco, giro per sentieri, ma un libro è sempre il posto migliore dove posso stare.

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Mozart e la pioggia

La serenità e la leggerezza sono fuori dalla portata di tutti, in questo periodo in cui è evidente che siamo in balia della terza ondata.

Io ho il mio piccolo rifugio, tra le poesie.
Il tempo si sospende.
Le paure sono in fermo immagine.
Le ansie sono in disparte e stanno a guardare.

Le poesie mi danno fiato.
Pochi respiri profondi, mente sgombra, cuore pieno.

Christian Bobin l’avevo letto già (Abitare poeticamente il mondo) e lo cito anche nel battello letterario, per convincere i turisti, i viaggiatori, i naviganti che si possono guardare le cose della vita con meraviglia, che si può anche fare i turisti in modo poetico.
Non ne ho scritto, perché l’altra mia terapia, la scrittura, l’ho messa in un angolo, quasi come in una vocazione alla sofferenza.

“Mozart e la pioggia” è dolce, preciso, musicale, quasi una ballerina sulle punte, è una nuvola che regala la pausa dall’afa, è il raggio di sole inaspettato, è la musica con cui mi addormento, è una carezza, una mano che asciuga le lacrime, è la spinta a prendere la penna.
E’ pausa, cuore che batte, medicina da leggere piano, da somministrare in piccole dosi, nella durata di questi giorni difficili, quando ad esempio, a fine giornata, il divano, le coperte e il cane mi aspettano per il mio viaggio piccolo.

 

Che ci siano, in questo istante in cui scrivo, due persone che si amano in una stanza, due note che chiacchierano ridendo, è abbastanza per rendermi la terra abitabile.

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Romeo e Giulietta

Romeo e Giulietta, William Shakespeare
Traduzione e cura di Agostino Lombardo
I classici Feltrinelli, 1994

Il mio libro ha tanti anni e non se li porta bene, è scolorito, scollato, ha il prezzo in lire (12.000), i fogli ingialliti e diverse sottolineature, a seconda del periodo in cui l’ho letto.

L’ho letto tante volte.

Anche qualche giorno fa. E anche qualche giorno fa mi sono commossa, ma io mi commuovo sempre per tutto, la sorpresa è che è un’emozione sempre nuova, sempre per la stessa storia, immutabile da 427 anni, eppure sempre piena di sfumature diverse.

E’ troppo triste per essere una terapia?

Forse a volte, forse per alcuni.

Ma la sua poesia è una terapia, la sua dolcezza, le avventure, i batticuore, l’amore, nonostante tutto e tutti, i contrasti tra l’amore e la sua “contraria stella” , tra le ragioni dell’odio e quelle dell’amore, e vince sempre l’amore, non sarà certo la morte a dividere Romeo e Giulietta e se non è in questa vita, sarà in un’altra ❤️

 

 

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Diavoli custodi

        Diavoli custodi Erri De Luca Alessandro Medini Feltrinelli, settembre 2017 36 racconti di Erri De Luca affiancati da altrettanti disegni dell’artista Alessandro Mendini, disegni “che fanno spalancare gli occhi come uno strappo nel cielo”. Le immagini, raffigurazioni dei sogni di un bambino dislessico, hanno la precedenza, da …